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Bilancio Asl Biella: perdita pari a 15 milioni di euro

Al 31 dicembre 2025 i dipendenti di qualunque categoria, sanitari e non, erano 2.054

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Nel 2025 l’Asl di Biella ha chiuso l’anno con una perdita di 15 milioni 556mila euro, in crescita di 888mila euro (+6 per cento) rispetto all’anno precedente quando il disavanzo si era fermato a quota 14 milioni 668mila. Il dato è contenuto nel rendiconto consuntivo pubblicato nei giorni scorsi sulla homepage dell’azienda sanitaria adottato con deliberazione del direttore generale il 30 aprile scorso.

Bilancio Asl Biella: perdita pari a 15 milioni di euro

Il “fatturato” – se così può essere definito – vale a dire il totale delle attività ha raggiunto la cifra di 397 milioni di euro con una crescita di quasi 11 milioni. Ovviamente la stragrande maggioranza delle entrate è rappresentato dal contributo della Regione pari a 356 milioni dodici in più rispetto ai 344 dell’anno precedente.
Al 31 dicembre 2025 i dipendenti di qualunque categoria, sanitari e non, erano 2.054 di cui 211 part time (totale stipendi 58 milioni), un dato in leggera crescita rispetto ai 2.025 all’anno precedente di cui 221 part-time.
Puntualità nei pagamenti
Tra i dati presenti nel bilancio, la maggior parte dei quali incomprensibili a chi non è commercialista, l’Asl di Biella si rivela un affidabile e tempestivo pagatore in quanto la media del saldo delle fatture è di 21 giorni. Nel 2025 l’azienda ha saldato fatture per oltre 152 milioni, di cui solamente 10 milioni oltre alla scadenza.
Per quanto riguarda la disponibilità economica liquida quasi 21 milioni sono depositati presso la tesoreria mentre altri 116mila sono depositati in un conto corrente postale.

Il deficit regionale
è di 209 milioni di euro

Nel 2025 il deficit della sanità piemontese è stato di 209 milioni di euro, sei in più rispetto alla previsione di inizio marzo. Per far fronte al disavanzo la scorsa settimana il consiglio regionale ha approvato l’apposito decreto presentato dalla giunta che ha così integrato le risorse del Fondo sanitario nazionale.
«Nessun taglio ai servizi – sono state le parole dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi – ma investimenti per garantire il buon livello della sanità piemontese. Abbiamo scelto di non ridurre le prestazioni, ma di investire per garantire una sanità più forte e più vicina ai cittadini. Abbiamo messo mano con serietà a scelte che per anni sono state rinviate, come la revisione delle strutture non funzionali e la riorganizzazione dei servizi sul territorio, migliorando le performance e la qualità dell’assistenza. Lo facciamo con risorse certe che sono anticipate da altri capitoli e che verranno ripristinate a luglio. Si tratta di uno stanziamento che aumenta le risorse del fondo sanitario nazionale che, come ogni anno, consente di finanziare servizi aggiuntivi e fondamentali per il territorio e che il Piemonte sceglie di garantire ai cittadini, come ad esempio i punti di prima emergenza h24, i servizi di urgenza e pronto soccorso nelle zone montane, gli extra Lea, il rafforzamento del personale sanitario e il potenziamento della presa in carico dei pazienti fragili».
Parole che non hanno convinto le opposizioni che hanno votato contro il decreto e i sindacati che hanno annunciato per il 23 maggio una giornata di protesta.

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