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Alzheimer, sperimentato a Biella il primo farmaco approvato dalla Fda

Aducanumab è stato registrato negli USA

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Alzheimer e la sperimentazione

Il reparto di Neurologia dell’Asl di Biella è uno dei 12 centri in Italia (unico in Piemonte) nel quale da alcuni anni si sta svolgendo la sperimentazione di Aducanumab, il primo farmaco nella storia che incide sul decorso della malattia di Alzheimer a essere approvato negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration (l’ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici). In attesa che il prodotto venga registrato anche in Europa, il via libera ottenuto in America rappresenta un’importante novità a livello mondiale nel contrasto alla malattia e l’Azienda Sanitaria Locale biellese sta quindi contribuendo fattivamente alla ricerca legata a questo farmaco. Non solo: dall’estate la Neurologia dell’Ospedale ospiterà un secondo studio, concernente un altro medicinale in via di verifica. Se per la sperimentazione di Aducanumab le adesioni rivolte ai pazienti sono chiuse da tempo, per il prossimo studio saranno aperte nuove candidature che saranno valutate secondo i criteri previsti dalle specifiche normati

Il dottor Graziano Gusmaroli, Direttore della Struttura Complessa (SC) Neurologia e del Dipartimento di Medicina e Urgenza dell’Asl di Biella, e la dottoressa Pamela Pastorello spiegano che «Aducanumab è un anticorpo monoclonale che ha fornito risultati positivi nella fase iniziale della malattia, ovvero in presenza di un deterioramento cognitivo modesto. Una fase sì iniziale, ma con sintomi evidenti. Il nostro reparto sta partecipando alla sperimentazione internazionale del farmaco a partire dal 2017 e ora, dopo diversi step, stiamo proseguendo nel trattamento e nel monitoraggio dei pazienti allora individuati tramite i parametri richiesti. I risultati su queste persone sono stati favorevolmente significativi sia sui test cognitivi che su quelli anatomo-funzionali».
Il trattamento sperimentale tramite questo farmaco avviene tramite un’infusione in vena mensile, della durata di circa un’ora, nel Day Hospital. Il medicinale va quindi a inibire la deposizione della proteina beta-amiloide a livello neuronale e, di conseguenza, a incidere sul decorso naturale della malattia. Al vaglio degli esperti ci sono gli esiti a lungo termine della cura, dal rallentamento al blocco della patologia.
Nei prossimi mesi, oltre alla prosecuzione di questa terapia sperimentale per la quale non è più possibile accedere, nella Neurologia dell’Asl di Biella è previsto quindi l’avvio di un ulteriore studio relativo a un nuovo farmaco. «Per i potenziali pazienti interessati a seguire il protocollo di ricerca sarà possibile avanzare una candidatura inviando una mail all’indirizzo sperimentazioni.neurologia@aslbi.piemonte.it, indicando come oggetto del messaggio la dicitura “Sperimentazione Alzheimer” – spiegano Gusmaroli e Pastorello – Per la realizzazione di questi studi nel nostro Ospedale è necessario un lavoro di squadra e vogliamo ringraziare le strutture che hanno partecipato e continuano a partecipare alle attività di ricerca: oltre a noi, le Strutture di Geriatria, Radiologia, Dermatologia e Oculistica, i servizi di Day Hospital, Farmacia Ospedaliera e Laboratorio Analisi e la Direzione Medica dell’Ospedale».
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