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All’ospedale di Biella un momento di formazione sulla disabilità visiva

Bastone bianco e braille: personale sanitario a scuola di inclusione

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All’ospedale di Biella un momento di formazione sulla disabilità visiva

All’ospedale di Biella un momento di formazione sulla disabilità visiva.

All’ospedale di Biella un momento di formazione sulla disabilità visiva

L’ASL di Biella e UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) del Piemonte lavorano fianco a fianco, nel nome dell’inclusione e del superamento delle barriere. Nelle scorse settimane, il presidio sanitario biellese e l’associazione, attiva da oltre un secolo nel difendere i diritti di chi non vede, hanno organizzato un momento di formazione rivolto al personale medico e infermieristico. Circa 80 i partecipanti. Al centro dell’incontro, l’accoglienza in ospedale delle persone con disabilità visiva.

Sì, perché, quando un paziente completamente cieco o con gravi minorazioni visive arriva in una struttura sanitaria, spesso si trova disorientato. In uno spazio grande e complesso, può avere difficoltà di orientamento. Inoltre, la mancanza di controllo visivo rende più difficile capire che cosa stia accadendo e come relazionarsi al meglio con il personale sanitario. Bastano però pochi e semplici accorgimenti perché il paziente si senta accolto, ma soprattutto sia protagonista di scelte consapevoli e non passivo destinatario di azioni altrui.

Proposto da UICI Piemonte nell’ambito del progetto “Il Piemonte al mio fianco”, co-finanziato dalla Regione e volto a favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità visiva, il momento formativo si è articolato in due sezioni: una più teorica, l’altra marcatamente pratica.

Inizialmente i partecipanti hanno familiarizzato con il panorama della disabilità visiva, un mondo molto frastagliato. Infatti, contrariamente a quanto spesso riportato dagli organi di stampa, le parole “cieco” e “ipovedente” non sono sinonimi: la prima indica una persona completamente priva della vista, mentre la seconda si riferisce a gravi compromissioni visive, con caratteristiche e sfumature anche molto diverse, il che ovviamente porta con sé risvolti psicologici e necessità riabilitative differenziate. È stato poi fornito qualche cenno sulla mobilità delle persone con disabilità visiva: bastone bianco, cane guida, percorsi tattili, codice braille e nuove tecnologie.

La seconda parte della formazione è stata dedicata agli aspetti prettamente pratici in tema di autonomia e mobilità. Sono state illustrate le principali regole di comportamento per interagire correttamente con i pazienti ciechi e ipovedenti (tra queste, il consiglio di rivolgersi sempre alla persona disabile e non a chi l’accompagna, l’accortezza di descrivere le operazioni che si stanno compiendo sul corpo del paziente in modo che questi ne sia consapevole). Inoltre sono state spiegate le tecniche per accompagnare chi non vede in totale sicurezza.

Al termine del pomeriggio la soddisfazione tra i partecipanti era palese, tanto che si sta pensando di organizzare appuntamenti simili in altre sedi, tra cui le Case di Comunità.

“Il sistema sanitario è uno tra i principali indicatori del benessere di una società: in un momento così delicato come un percorso di cura, ogni cittadino dovrebbe potersi sentire accolto e a proprio agio. Siamo molto contenti che l’Ospedale di Biella abbia dato seguito alla nostra proposta e abbia scelto di puntare sulla conoscenza della disabilità, base indispensabile per qualsiasi azione – sottolinea il presidente di UICI Piemonte, Franco Lepore. – Ovviamente la formazione del personale è solo un aspetto della questione: altri elementi, altrettanto importanti, potrebbero riguardare la resa accessibile degli spazi, con l’abbattimento delle barriere architettoniche e senso-percettive. Di sicuro, quello compiuto nei giorni scorsi è un primo passo prezioso – conclude il presidente Lepore – che speriamo segni l’inizio di una proficua collaborazione”.

“Accogliere una persona significa saperne riconoscere i bisogni, anche nel momento, particolarmente delicato, dell’accesso a una struttura sanitaria. – ha dichiarato Mario Sanò, Direttore Generale ASL BI – Questo incontro, rivolto al personale dell’ASL BI e a volontari impegnati nell’accoglienza, ha fornito indicazioni concrete e immediatamente applicabili nei nostri servizi. Ringrazio il Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti del Piemonte, unitamente alla Presidente della sezione Provinciale di Biella, per il qualificato contributo offerto. La partecipazione e il particolare interesse suscitato dall’iniziativa hanno inoltre fatto maturare l’idea di riproporre l’esperienza anche nelle Case della Comunità”.

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