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Al bar non vogliono più i 2 centesimi: e adesso dove li metto?
“Mi spiace non prendiamo più 1 e 2 centesimi”. E io che me ne faccio allora?
Addio ai piccoli spiccioli: bar e negozi dicono basta a 1 e 2 centesimi.
Al bar non vogliono più i 2 centesimi: e adesso dove li metto?
E’ capitato più di una volta nei bar di Biella e provincia. Ti presenti per pagare magari 3.10 centesimi, inizi a tirare fuori tutte le tue monetine e il cassiere ti ferma. “Mi spiace non prendiamo più 1 e 2 centesimi”.
E io che me ne faccio allora?
La moneta da un centesimo, pesante da trasportare e antieconomica da produrre, è diventata un fastidio quotidiano dietro al banco. Tra cassetti che traboccano di monetine inutilizzate e tempi di resto che si allungano alla cassa, la tolleranza dei commercianti verso la monetazione minima è ufficialmente esaurita.
Ma è davvero giusto rifiutare o scoraggiare l’uso di questi tagli? Da un punto di vista strettamente pratico, la risposta tende al sì. Produrre una moneta da un centesimo costa più del suo valore nominale, circa il doppio per l’Erario, trasformandola in uno spreco economico per l’intera collettività. Inoltre, per un esercizio commerciale, gestire grandi volumi di questi spiccioli significa perdere tempo prezioso e sostenere costi di commissione bancaria per il loro versamento. Molti negozianti applicano già spontaneamente l’arrotondamento per difetto o per eccesso al pagamento in contanti, una pratica comune in diversi Paesi europei prima ancora che l’Unione Europea ne valutasse l’abolizione definitiva.
D’altra parte, esiste una questione di equità e legalità da non sottovalutare. Dal punto di vista normativo, le monete in euro hanno corso legale e rifiutarle categoricamente costituisce un illecito. C’è poi il risvolto psicologico e sociale: per le fasce di popolazione più vulnerabili, ogni singolo centesimo fa ancora parte di un bilancio familiare rigoroso. Un arrotondamento sistematico per eccesso, seppur di pochi centesimi, rischia di pesare a lungo termine sul potere d’acquisto dei consumatori più attenti.
La soluzione più sostenibile risiede nell’accelerazione definitiva verso i pagamenti digitali e contactless. Quando la transazione è elettronica, il centesimo virtuale non pesa sulle tasche di nessuno e scompare il fastidio fisico del resto in metallo. Fino a quando i contanti resteranno in circolazione, tuttavia, la tolleranza reciproca tra esercenti e clienti rimane l’unico compromesso accettabile per evitare inutili tensioni alla cassa.
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