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Giovedì la “Giornata mondiale del rene”

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Anche l’ASL BI aderisce alla “Giornata Mondiale del Rene”, iniziativa promossa dalla Società Italiana di Nefrologia e dalla Fondazione Italiana del Rene. Giovedì 13 Marzo, medici ed infermieri della Struttura Complessa Nefrologia e Dialisi dell’ASL BI, diretta da Roberto Bergia, saranno a disposizione dei cittadini in reparto, dalle ore 8 alle ore 16 per fornire informazioni e distribuire materiale illustrativo.

Anche l’ASL BI aderisce alla “Giornata Mondiale del Rene”, iniziativa promossa dalla Società Italiana di Nefrologia e dalla Fondazione Italiana del Rene.

Giovedì 13 Marzo, medici ed infermieri della Struttura Complessa Nefrologia e Dialisi dell’ASL BI, diretta da Roberto Bergia, saranno a disposizione dei cittadini in reparto, dalle ore 8 alle ore 16 per fornire informazioni e distribuire materiale illustrativo.

L’evento ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione rispetto al fatto che le malattie renali sono diffuse e pericolose, ma si possono prevenire. Obesità, diabete e ipertensione colpiscono i reni in modo silenzioso e le persone che soffrono di queste malattie sono anche quelle più a rischio di sviluppare una nefropatia.

Ogni anno in Piemonte, circa 700 nuovi casi giungono ad una insufficienza renale. Di questi, circa il 20% ha l’indicazione al trapianto renale, mentre i rimanenti devono essere trattati a vita con la dialisi.

I reni svolgono un lavoro silenzioso, ma molto importante e, quando si ammalano, non sempre i sintomi si manifestano. Un’alimentazione sana e un’attività fisica regolare aiutano a prevenire le malattie renali, così come tenere sotto controllo la pressione arteriosa può essere un primo passo per diagnosticare un problema renale ed eventualmente bloccare l’evoluzione del danno.

In Italia, le malattie renali sono in continuo aumento: ancora troppe persone giungono alla dialisi e al trapianto e più di 5milioni di persone non sanno di avere una malattia ai reni. I sintomi iniziali sono l’ipertensione, la necessità di urinare durante la notte, la stanchezza fisica e la presenza di sangue o proteine nelle urine. I soggetti a rischio sono gli adulti con più di 60 anni, ipertesi, diabetici e obesi che hanno famigliari con malattie renali.

 

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