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Scuola: un tetto sì ma sulle spalle dei nostri studenti

La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella

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Più che un tetto alla percentuale di studenti stranieri presenti nelle scuole italiche (non superiore al 30% secondo la proposta della nostra premier) penserei prima ad un tetto vero e proprio, solido e sicuro, senza deroghe, da mettere in quasi tutti gli istituti del nostro Paese. Infatti, circa un edificio scolastico su tre in Italia necessita di interventi urgenti di manutenzione, con oltre il 40% delle strutture costruite prima degli anni ’70 in cui gli standard costruttivi e di sicurezza erano diversi.

Le scuole sono notoriamente il luogo, forse l’unico, dove il tema dell’integrazione e del rapporto fra culture diverse può fare la differenza: al di là delle percentuali spot del momento, facciamo in modo che edifici a norma, in piena sicurezza, belli da vivere per la quotidianità di studenti e insegnanti possano davvero contribuire all’integrazione con, in aggiunta, politiche mirate per assicurare al ruolo dell’insegnante/educatore i giusti riconoscimenti economici, oltre alle sempre più necessarie garanzie di sicurezza personale.

Se si parla di regole, di rispetto, di costruzione di valori condivisi per le nuove generazioni deve accadere tutto questo: diversamente è solo un tema di propaganda elettorale, uno dei tanti di questo periodo. A tal proposito, dalla fine del 2025 ad oggi sono passati nove mesi dall’annuncio, trionfale, da parte dell’attuale giunta del trasferimento del mercato cittadino da piazza Falcone al centro. Da quel momento una gestazione complicata, contorta, difficile, in cui tutti, forze di maggioranza comprese, hanno detto tutto e il contrario di tutto, passando dal riordino allo spostamento. Di fronte al progetto voluto dal partito del sindaco, si sono recentemente espressi sul tema con “sfumature diverse” anche lega e forza Italia. Se tanto mi da tanto non resta che attendere anche il parere della lista Gentile, per avere finalmente, in maggioranza, il quadro completo della situazione che tanto completa non pare esserlo. Ma si sa, dopo annuncio e gestazione non resta che attendere trepidanti la nascita del progetto mercato cittadino: i tempi sono maturi…

Sarebbe così finalmente l’occasione, messi tutti d’accordo ciliegi compresi, per tornare a parlare degli altri problemi che interessano la città, tra rincari di ogni genere e trasporti sempre più difficoltosi all’insegna di guasti senza fine e cancellazione record di corse. Dalla spesa alimentare, alle bollette, alle cure sanitarie, ogni famiglia sarà chiamata (dati di Federconsumatori) a spendere, da qui sino a novembre, il 7,2% in più rispetto al 2025 . Voi capite che, avanti di questo passo, il tema dello spostamento del mercato diventerà ben presto marginale: in qualunque posto sarà, ci sarà sempre meno potere d’acquisto per le famiglie con il tanto sospirato tema del “dialogo tra attività commerciali” (dalla bancarella al negozio del centro e viceversa) che rischia di rimanere pura teoria.

Ma si sa, noi a Biella siamo abituati da un po’ di tempo a tirare diritto, senza nemmeno curarci di sapere cosa succede in altre città della Penisola alle prese con i nostri stessi problemi. Speruma an bin…

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