BiellaSale & Pepe
Referendum: vota sì, vota no, vota Antonio…
La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella
In questo periodo parlando con tante persone, mi sto rendendo conto che essere un cittadino “informato” al giorno d’oggi è sempre più faticoso. Dal voto per il prossimo referendum sul tema giustizia, passando dal grande dibattito locale sul trasferimento del mercato in centro città, la politica giornaliera e giornalaia sforna continuamente informazioni “pro domo sua” senza preoccuparsi troppo della reale comprensione da parte della gente comune dei temi all’ordine del giorno.
Mettiamoci nei panni dei cittadini biellesi che, ascoltando in modo incalzante tv, social e giornali, devono farsi un’opinione ragionata di cosa accade intorno a loro. La sfida è ardua, perché nonostante un martellamento costante, le tante informazioni a disposizione sono sempre di più “filtrate” dalla logica “o con noi o contro di noi” molto tipica della contrapposizione sui social. Non importa capire fino in fondo, l’importante è schierarsi gli uni contro gli altri, accusandoci reciprocamente, forzando emotività e paure di chi ascolta in base a logiche di appartenenza. Tu vota così, poi al resto ci pensiamo noi.
Dimenticandosi che esiste la libertà di pensiero, indipendentemente dal partito, che si può anche votare NO al referendum pur essendo di destra, o votare per il SI pur essendo di sinistra. Se questa “caccia alle streghe” avviene continuamente tutti i giorni sul tema referendario riguardante la separazione delle carriere per giudici e PM (temi difficili e spinosi non ce lo nascondiamo), la stessa cosa avviene su temi un po’ più “terra terra” come lo spostamento in centro Biella del mercato cittadino.
Nonostante ci siano state dichiarazioni pubbliche dell’amministrazione cittadina sul da farsi prossimo venturo, si continuano a raccogliere firme in vari luoghi della città per opporsi al trasferimento diciamo così “per partito preso” senza neanche prendere in considerazione il progetto, il suo sviluppo, le possibili ricadute in positivo per tutto il comparto del commercio in genere. E’ piuttosto paradossale, ma funziona così di questi tempi.
Non resta che arrivare al punto, e ci arriveremo, di ridurre il tutto al solito tema dell’appartenenza politica per cui se vuoi mantenere i banchi in piazza Falcone sei di sinistra, se vuoi trasferirli al centro, sei di destra. Mi sembra tutto piuttosto svilente, oltre che poco lungimirante, specie per chi, come il sottoscritto, da anni si batte, con altri per carità, per un progetto civico di governo della città che possa superare le logiche partitiche destra-sinistra-centro nel solo interesse della città che necessita, specie ora, del contributo di tutti, nessuno escluso. E mentre questi dibattiti “surreali” imperversano, il mondo è nuovamente in guerra ed è pronto a presentare a tutti noi il conto di questa ennesima follia: caro carburanti con il diesel che qui da noi vola già oltre i due euro, l’aumento di tutti prodotti, alimentari e non, il caro bollette e il caro energia che tornano a fare paura.
Nel frattempo niente treni la domenica verso Novara (vedremo quanto durerà il provvedimento per lavori sulla linea), si viaggia tutti in bus, il progetto di raddoppio della variante di Mottalciata che resta sulla carta, l’elettrificazione sulla Biella Novara che costerà 150 milioni di euro ancora tutti da finanziare… Della serie mai una gioia, anche se per alcune “vecchie glorie” della politica locale va tutto bene, la priorità è votare al referendum (della serie vota sì, vota no, vota Antonio per citare il grande Totò…).
Non ci resta che cantare insieme “Che fretta c’era, maledetta primavera” , vecchio successo di Loretta Goggi, in omaggio alla stagione che si avvicina e ad un certo immobilismo tutto biellese. Le stagioni si succedono, ma per tutti i problemi del e sul territorio, non c’è mai fretta…
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