BiellaSale & Pepe
Mercato, l’importante è non far saltare il banco
La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella
Ci siamo, finalmente è arrivato il carnevale con la consegna delle chiavi della città al Gipin e alla Catlina. E’ il momento di allentare un po’ le tensioni dei giorni scorsi tra petizioni, mercato sì, mercato no in centro, diffide politiche tra appartenenti alla stessa maggioranza. Ad addolcire ulteriormente il clima, la due giorni dedicata al cioccolato in piazza Duomo, una manifestazione giunta alla sua seconda edizione e che ha trasformato il centro città (sempre lui…) in una vera “fabbrica di cioccolato” a cielo aperto.
In un momento in cui la nostra Regione, con i violenti scontri di piazza di Torino dei giorni scorsi, ha dovuto fare i conti con tutta la rabbia che cova sotto il tappeto di questo particolare momento storico preoccupante che stiamo vivendo, fa certamente bene smorzare un attimo i toni con il ritorno alla tradizione del carnevale e al suo richiamare la gente in piazza in modo pacifico e festoso. Detto questo, tante polemiche per nulla sul fronte mercato, una volta stabilito (in maniera chiara ed inequivocabile anche da Massimo Migliorini, comandante della Polizia Municipale nonché dirigente del settore al commercio), che, da qui al trasferimento del mercato al centro ci saranno ancora tante “fasi” di passaggio, condivisione, accertamenti ulteriori, in modo da non lasciare nulla al caso.
Il fatto quindi di aver buttato tutto subito “in politica” con recriminazioni incrociate, raccolte firme premature, senza nemmeno conoscere fino in fondo l’iter che stava dietro a questa decisione è stata – a mio parere – l’ennesima occasione sprecata in termini di sinergie di tutti nella stessa direzione per il bene della città. Certamente staremo a vedere, più in là, come si svilupperà il tutto: certo è che a differenza delle tante opinioni emerse, per il mercato cittadino non salterà…il banco, anzi. Avrà la possibilità di rinnovarsi, potenziarsi nell’offerta, magari di “sdoppiarsi” nei giorni indicati tra il centro e la piazza Falcone. Insomma, i conti, come sempre, preferirei farli alla fine.
Altro fatto positivo, questi trend emersi sul rallentamento del calo demografico nel nostro territorio, un altro tema chiave da anni che aveva caratterizzato anche l’ultima campagna elettorale tra opposti schieramenti. Biella chiude il 2025 con un “dato abitanti” in crescita, come non accadeva dal 2020. Certo il dato va analizzato, compreso a fondo, tuttavia vanno colte alcune specificità del nostro territorio e della nostra città che a tendere potrebbero diventare dei punti di forza per la Biella che tutti noi vogliamo vedere “rinascere”.
Tra questi punti di forza, il mercato immobiliare che resta competitivo rispetto a molte altre realtà (e non mi sembra poco), il fatto che Biella nonostante le tante mancanze, resti una città ancora vivibile, per famiglie, con tanti polmoni verdi a portato di mano e a chilometro zero. Mi sembrano ottimi presupposti per ripartire al meglio in questo 2026 con la giusta positività, in stile Gipin e Catlina!!
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Marco
5 Febbraio 2026 at 18:33
Mercato, l’importante è spostarlo in centro, alla faccia di chi non vuole.
.Bruno
5 Febbraio 2026 at 20:42
certo per pulire il culo alla maggioranza così fa vedere che fa qualcosa per il centro perché? perché non hanno idee zero assoluto
Marco
6 Febbraio 2026 at 8:17
Sai dovresti deciderti: siamo la maggioranza o la minoranza? Ma almeno hai una vaga idea del significato di queste parole? Suvvia, almeno le basi. Proveremo a scrivere parole differenti e differenti concetti altrove, così potrai cercare di copiare le nostre parole, storpiandole per usarle per offendere il prossimo. Nemmeno l’originalità…
Ci.Di.
6 Febbraio 2026 at 11:25
l’importante sarebbe fare gli scontrini e le ricevute…le sfide sono sempre state nord Vs sud, sinistra Vs destra…l’unica avrebbe dovuto essere:
contribuenti Vs evasori !!!
.Bruno
6 Febbraio 2026 at 16:20
non siete la maggioranza la destra non ha il consenso di tutti gli italiani, siete un partitino vince l astensionismo