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BiellaSale & Pepe

Biella e la buona tavola che unisce

La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella

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Questa settimana “ristoriamoci” un po’, parlando di food, turismo, eccellenze enogastronomiche di cui il nostro Biellese è ricco. Ce lo ricorda un’indagine della camera di commercio che, recentemente, ha censito la bellezza di 1.267 imprese con più di 5 mila addetti nel settore food, un dato che testimonia una volta di più quanto l’intero settore sia, indotto compreso, una tra le risorse economiche più importanti per il territorio.

Alzi la mano chi, oggi, potendosi permettere una vacanza un po’ più articolata nella nostra bellissima Italia, non prenda in considerazione nella scelta del luogo di destinazione, anche la possibilità di assaporare cibi e prodotti tipici, a chilometro zero, ricercando agriturismi, aziende agricole, percorsi enogastronomici. E’ una tendenza sempre più diffusa, compatibilmente con le tasche di ciascuno, ma è una tendenza che ci dice che la qualità, specie per il cibo made in Italy, è un fattore che influenza e accompagna le scelte di tutti, italiani e non. La vera sfida, semmai, è quella di riuscire a portare la qualità, la tipicità di un prodotto del territorio, sulla tavola di più gente possibile, senza che questo significhi necessariamente spendere cifre folli.

Io provengo dal mondo della cucina tradizionale e aggiungo familiare, basti pensare al passato e agli anni ’50 quando mio nonno aprì la prima pizzeria a Biella in piazza Fiume, la pizzeria Capri. Certamente tante cose sono cambiate da allora, quando bastavano un forno e quattro tavolini (semplifico…): oggi si viaggia molto, si ricerca molto, si sceglie (è questa la cosa importante) tra un ventaglio di possibilità che possano darci vacanze e momenti di tranquillità per stare insieme e scoprire nuove realtà. In tutto questo, il fil rouge è la buona cucina, il mangiare bene, la cucina del territorio che oltre a gratificarci ci aiuta a capire la storia, la tradizione di un paese. La buona tavola, da sempre, è un fattore prima che culinario anche di relazione sociale, di conoscenza reciproca, di riscoperta, specie in questi tempi così complicati e frenetici.

Ecco perché il nostro Biellese ha tutte le carte in regola per accogliere tutti coloro che vorranno visitare le nostre vallate, le nostre eccellenze (Ricetto di Candelo, Santuario di Oropa, Panoramica Zegna su tutte) e che recentemente ha anche avuto riconoscimenti importanti dalla prestigiosa guida Michelin (il patio di Pollone dello chef stellato Sergio Vineis, la Bursch di Campiglia premiata con la stella verde per la sostenibilità). Accanto a queste eccellenze che fanno bene al cuore, c’è il lavoro di tutta una categoria – stranieri compresi – che con impegno quotidiano cerca di fare il suo, si spera sempre con impegno, dedizione, sacrificio e ricerca…

Oggi a Biella la ristorazione è sempre più globale e multietnica, basta farsi un giro per viale Roma (ma non solo) per rendersene conto. Se sia nato prima il turismo rispetto alle specialità locali oggi non fa molta differenza: Biella è pronta, da visitare e da “assaporare a tavola” in tutte le sue peculiarità, tradizionali e globali: mi sembra un buon punto di partenza, anzi di ripartenza per aggiungere sempre un posto a tavola…

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