BiellaPensieri e parole
Poesie dell’ora ultima
Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto
Domenica mattina, mentre preparavo le inserzioni per ricordare la messa dell’anniversario della morte di mio fratello Fabrizio, ho riletto una poesia della sua raccolta “Poesie dell’ora ultima”. Mi sono soffermato su un verso scritto il 2 maggio 2002, 23 giorni prima della sua morte. Sapeva perfettamente che il cancro non gli avrebbe dato scampo e si preparava attraverso gli scritti, quotidiani , in un percorso introspettivo quasi dialogante con l’Assoluto.
Nonostante le centinaia di morfine e lo sforzo immane nel pigiare sempre più a fatica i tasti del pc, mantenne fino all’ultimo lucidità e linearità nel dar forma ai suoi versi. Non sono solito parlare del personale né pubblicamente né in questa rubrica, ma prendo spunto per dire che leggere quelle poche righe mi ha riportato indietro nel passato, facendomi avvertire fortemente la sua presenza.
Un effetto simile a quando sentiamo una canzone, una musica familiare di un passato che sembra lontano e che invece è solo assopito dentro al nostro presente. Perché dunque questa deviazione rispetto alle consuetudini note settimanali sulla nostra anche un po’ monotona cronaca provinciale? Perché, proprio domenica mattina il direttore de La Stampa, Andrea Malaguti, nel suo fondo “La memoria di un mondo che non esiste più” definisce la poesia “una farmacia dell’anima … che consente di vedere il mondo con occhi nuovi “
Abbiamo bisogno di uno sguardo nuovo e rinnovato su un mondo di cui non decifriamo più i codici e ripartire dalla poesia magari non ci salverà immediatamente, ma ci darà la forza per ricostruire tutto quello che ci sembra distrutto e riconquistare una prospettiva sul futuro.
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