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BiellaPensieri e parole

Il Biellese merita rispetto: code, disagi e nessun responsabile

Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto

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Non è bastata l’estate disastrosa del 2023 per terminare i lavori del Ponte della Tangenziale.

Non sono stati sufficienti due mesi di chiusura per eseguire dei lavori che avrebbero potuto essere fatti in due settimane. No, perché i sobbalzi nelle corsie al temine degli interventi erano già un cattivo presagio, che si sarebbe concretizzato tre anni dopo.

L’ANAS si era giustificata ammettendo che effettivamente i lavori erano stati realizzati in modo non corretto, anche a causa della necessità di accelerare i tempi in previsione della riapertura delle scuole.

Una scusa penosa, che sa di presa in giro. Se un’opera pubblica viene realizzata, deve essere fatta bene. Punto. Non possono essere i cittadini a pagare il prezzo di errori, superficialità o cattiva programmazione.

Il rifacimento di quest’anno è stato di nuovo programmato tra giugno e luglio, nel periodo di maggiore traffico e non ad agosto che avrebbe creato meno disagi.

Siamo stanchi di essere trattati come una periferia senza voce. Lo vediamo sulle infrastrutture, nei collegamenti ferroviari e lo abbiamo visto per anni sull’autostrada. Ogni volta ritardi, rinvii, promesse e giustificazioni e, sempre, a pagare sono i cittadini.

Il sindaco ha espresso contrarietà alla tempistica scelta da ANAS. Bene. Ci mancava fosse d’accordo. Ma adesso servono fatti. E non basta il sindaco. Devono intervenire il presidente della Provincia, i sindaci del territorio, i rappresentanti istituzionali a ogni livello, eletti per difendere la comunità e non fare invece come gli opossum. Pensate se nel Veneto a Zaia nel suo Trevigiano fosse accaduto una cosa simile, Avrebbe detto “non è una mia responsabilità”? Non credo proprio.

Non si tratta di una battaglia politica. Si tratta di rispetto verso una comunità che da più di un secolo ha contribuito alla crescita economica del Paese e che oggi continua a essere penalizzata da servizi inadeguati e infrastrutture insufficienti.

La consigliera comunale Novaretti, già nove mesi fa, aveva presentato una mozione in Consiglio Comunale a Biella chiedendo l’accesso agli atti riguardanti i lavori dell’ANAS per comprendere le ragioni dei ritardi, dei lavori eseguiti non a regola d’arte e verificare le responsabilità. Ad oggi tutto tace. Nulla è pervenuto. I cittadini, dopo tre anni non sanno ancora chi abbia sbagliato, se qualcuno sia stato chiamato a risponderne e se vi siano state conseguenze per imprese, tecnici o soggetti coinvolti.

Sappiamo soltanto una cosa: i biellesi stanno pagando con il loro tempo e la loro pazienza.

Le Istituzioni facciano sentire la loro voce, pretendano delle spiegazioni perché questo è il vostro dovere, al quale già avreste dovuto adempiere.

Perché il Biellese merita molto di più di una nuova estate passata in coda. E merita, soprattutto, il rispetto che finora è mancato.

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