BiellaPausa Caffè
Quelle reazioni isteriche che generano sospetti
Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana
Credo a questo punto sia il caso di raccontare un paio di cose su quello che è il mestiere del giornalista. Soprattutto quando si ricevono commenti come questo, riferito alla mia ultima Pausa caffè. Ne riporto una parte per chi non l’avesse letto: “Ed ecco messer Pezzana, famoso tuttologo biellese, tentare di argomentare senza successo sull’ennesimo argomento del quale non sa nulla, non conosce nulla e non capisce nulla…”. Vi risparmio un paio di considerazioni successive che preferisco lasciare al vaglio del mio legale più che all’indignazione dei lettori.
Vorrei spiegare a questo anonimo (ovviamente) ignorante (dal verbo ignorare, non sapere) che il giornalista non è un “tuttologo”, anche se è chiamato ad occuparsi di molte cose, ma è colui che riporta i fatti, evitando propagande politiche più o meno occulte, facendo parlare le istituzioni ed ascoltando i pareri della gente, usando, laddove non vi siano certezze, i verbi al condizionale.
I fatti: alcune agenzie meteorologiche annunciano possibili rischi di siccità nelle prossime settimane; dalle nostre parti, da anni, ogni anno, viene paventato questo rischio; ancora fatti: nonostante questi avvertimenti indubbiamente preoccupanti, alla fine non si registrano mai eventi così gravi come quelli prospettati, con l’eccezione di episodi fisiologici che si verificano periodicamente in ogni parte del mondo a causa di normali anomalie climatiche.
E veniamo ai pro e contro istituzionali, perlopiù in ambito politico/amministrativo, che si dividono tra chi sostiene che la diga sia necessaria (perlopiù associazioni ed imprenditori del settore agricolo) e chi invece ritiene sia inutile (soprattutto ambientalisti) e si confrontano rifacendosi anche alla realizzazione dell’ultima diga, quella sull’Ingagna, che fu al centro di una clamorosa inchiesta per caporalato e sfruttamento dei lavoratori negli appalti pubblici; potrebbe accadere nuovamente?
E poi ci sono i pareri della gente, non meno rilevanti (ricordo che quando ero a il Biellese era stato coniato lo slogan “la voce della gente diventa giornale”) e la gente si chiede: ma perché così tanta insistenza nel prospettare ogni anno cataclismi dovuti alla siccità? C’è forse da pensare che possano essere indotti da specifici interessi, tipo la costruzione di una diga che, ovviamente, procura operazioni finanziarie “interessanti”? Perché vi sono soggetti, come colui che ha commentato la mia rubrica, che hanno reazioni isteriche nei confronti di chi ha dubbi sulla necessità di un’altra diga? E poi, chi mette i soldi per realizzare un’opera simile?
Ecco: i fatti, le istituzioni e la gente. Questo, caro anonimo, è il giornalismo al di là delle lezioncine che mi si vorrebbero dare. Per me lo è da quasi mezzo secolo e nessuno dei miei editori mi ha mai messo in discussione.
Se lei ha un mestiere, cerchi di farlo altrettanto bene. E, mi creda, contrariamente a lei, io non verrò ad insegnarglielo.
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