BiellaPausa Caffè
Per l’ex area Rivetti occorre un po’ di coraggio
Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana
A Biella si sta pensando alla riqualificazione dell’area ex Rivetti, nel cuore del capoluogo. In realtà ci si sta pensando da anni, ma questa volta pare che ci si sia pensando con più intensità. Ovviamente non potrà non essere interpellata la Soprintendenza e ciò già comporta un calo delle aspettative.
Ogni volta che la Soprintendenza (e meno male che c’è, sia chiaro) mette gli occhi su un qualunque sito in qualche modo da recuperare, si scoprono dei patrimoni intoccabili dei quali nessuno si era mai accorto prima, per decenni. Ma qui il problema è un altro e riguarda la destinazione di quell’area che si vorrebbe riqualificare. Per farne cosa? Ma è ovvio, un supermercato con intorno un po’ di negozi monomarca. Come se i negozi che aprono e chiudono nei vari centri commerciali, oltre che nel centro cittadino, vivessero una sorta di età dell’oro. Salvo poi imbattersi in sempre più frequenti serrande abbassate a Gli Orsi, al centro commerciale I Giardini, alla Bennet di Vigliano Biellese oltre a quelle della centralissima via Italia, in alcuni casi abbassate da anni. E poi, un altro supermercato? Ormai si è perso il conto, c’è chi dice che a Biella ve ne siano ventitré, chi venticinque.
Il fatto curioso è che più cala il numero di abitanti e più si aprono supermercati. E dire che un’alternativa ci sarebbe, pur senza uscire dal mondo del commercio: un’area mercatale coperta, che Biella non ha mai avuto e che probabilmente risolverebbe anche la diatriba dello spostamento del mercato, riportandolo in centro città. Ci sarebbe spazio per mercato e parcheggi ed entrambi potrebbero essere utilizzati per la collocazione di pannelli solari sulle loro coperture, evitando la distruzione di aree coltivabili.
Perché mai dunque il Comune dovrebbe preferire l’ennesimo supermercato? Semplicemente per ragioni economiche: la società che realizza l’opera deve pagare al Comune interessato gli oneri di urbanizzazione, ma non solo. E’ previsto anche un contributo sul costo di costruzione e la stessa società è tenuta inoltre al pagamento delle cosiddette “opere a scomputo”, cioè parcheggi, rotonde, piste ciclabili ecc. Se si decidesse di realizzare un mercato coperto, tutti questi introiti svanirebbero e dovrebbe invece essere il Comune a farsi carico di tutte le opere. Chiaro no? Molto meglio appaltare, come già si sta facendo per le altre aree commerciali, ma anche per gli spazi culturali e turistici (vedi palazzo Ferrero, teatro Sociale “Villani” …) mentre, dove dovrebbe agire direttamente l’amministrazione comunale (vedi Museo del Territorio, Ostello della Gioventù…) le strutture sono chiuse.
Una politica che viene da lontano, non certo dalle ultime amministrazioni, e che può essere parzialmente comprensibile. Di certo però non si può parlare di scelte coraggiose. E di coraggio Biella avrebbe un gran bisogno per rialzarsi.
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