BiellaPausa Caffè
Lasciate che lavori chi vuole lavorare
Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica curata da Giorgio Pezzana
Finalmente qualcuno torna a domandarsi che cosa ci sarebbe di tanto deprecabile nel fatto che un quattordicenne, sia esso ragazzo o ragazza, poco motivato dai percorsi scolastici, decidesse di entrare nel mondo del lavoro. E perché tutti, ma proprio tutti, devono approdare ad una laurea, i più arrancando su salite impervie che avrebbero volentieri evitato? Negli anni ’70 la minaccia ricorrente di tanti genitori nei confronti dei figli poco volonterosi a scuola era sempre la stessa: se non studi ti mando a lavorare! E ci si immaginava con indosso una tuta lercia, le mani sporche, i capelli spettinati, delle scarpacce sfondate. Era una minaccia che incuteva timore.
In questi giorni, alle prese con alcuni lavori in casa, mi sono trovato a dover rifare la piastrellatura di un pavimento. Come per ogni lavoro, ho chiesto un preventivo: 25/30 euro al mq. per la posatura delle nuove piastrelle a condizione che il pavimento fosse già predisposto. Visti i piastrelloni che intendevo posare, quattro di questi andavano a coprire un metro quadrato. Ma non solo. Il “posatore” voleva trovare le piastrelle con la relativa colla sul posto.
Il giorno seguente è arrivato con un lucente furgone con i vetri oscurati, ha indossato gli abiti da lavoro, è salito, ha posato. Un giorno e mezzo di lavoro e, alla fine, gli uomini di fatica a rimuovere i cartoni che contenevano le piastrelle ed i sacchi vuoti delle colle mentre lui se ne andava.
Chissà perché questa operazione mi ha fatto pensare a quella di un primario.
Poi vi sono idraulici, elettricisti, fabbri che arrivano trafelati nelle ore più impensate, ciascuno asserendo di essere carico di lavoro (quindi, oltre a pagarli li devi pure ringraziare per la cortesia di essere venuti). E quando poni l’inevitabile ed ovvia domanda: ma perché non vi prendete un aiutante? La risposta è più o meno sempre la stessa: non si trova nessuno, i giovani questi mestieri neppure li vogliono imparare, non c’è più nessuno che abbia voglia di lavorare davvero.
Vi sono piccole imprese artigianali con più di cinquant’anni di storia che rischiano la definitiva chiusura perché nessuno ha voglia di imparare quei mestieri. E dire che quelle saranno presto le professioni più pagate perché l’intelligenza artificiale potrà fornire informazioni e sostituirsi all’uomo nelle procedure più complesse, ma non sarà mai in grado di piantare un chiodo, posare una piastrella, alzare un muro, costruire un infisso, sistemare un rubinetto, sostituire una lampadina. E, soprattutto, farlo con creatività.
Lasciate che i vostri figli, se ne hanno voglia, studino. La cultura è utile a tutti, qualunque sarà la loro professione. Ma non fatene una questione di prestigio. Il mondo del lavoro ha esigenze crescenti, che non si rapportano quasi mai con lo status symbol.
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