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Fatti di Torino ed emergenza sociale

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana

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Quanto avvenuto sabato a Torino mi ha riportato al 1968 ed anni immediatamente successivi, quando alcune delle grandi città italiane erano quasi quotidianamente percorse da manifestazioni che spesso sfociavano in atti di vandalismo e violenza. E troppi spacciavano per rivoluzione un’utopia ideologica che poco a poco portò il Paese verso gli anni di piombo, cioè una delle epoche più buie della storia d’Italia.

Non siamo a quel punto, anche se con troppa frequenza queste manifestazioni all’insegna del pacifismo e delle rivendicazioni sociali, non tutte del tutto condivisibili, finiscono con l’“ospitare” le incursioni di queste bande di antagonisti (non si è mai capito antagonisti di chi e perché) che, rigorosamente incappucciati, mettono a ferro e fuoco interi quartieri. Poi, quando tutto finisce e si contano i danni, inesorabile inizia la recita del teatrino degli scambi di accuse tra destra e sinistra che cercano di addossarsi reciprocamente le colpe per l’accaduto. In realtà, il sospetto sempre più verosimile, è che questi antagonisti non siano né di destra né di sinistra, ma siano manipoli di guastatori anarcoidi che non ce l’hanno con questo Stato e questa polizia, ma ai quali non stanno bene nessuno Stato e nessuna polizia. Lo dimostra il fatto che questi soggetti si ripresentano ciclicamente, qualunque sia lo schieramento politico al Governo e non trascurano neppure lo sport, dando vita a inspiegabili scene di violenza fuori dagli stadi.

Poi ci sono gli appassionati di complottismo che immaginano strane manovre dei servizi segreti destinate ad agevolare i Governi di turno nel dettare norme sulla sicurezza sempre più stringenti. Tutto può essere, ma che la sicurezza sia diventata ormai un’emergenza sociale, senza andare a cercare i disordini di Torino, lo si rileva anche dalla semplice lettura dei giornali biellesi ove proprio in questi giorni veniva ravvisata la necessità di misure di sicurezza per far fronte alla spavalderia di ubriachi, tossici e balordi ormai di stanza fissa nel centro di Biella.

Ma non solo. Proprio nel Biellese, nonostante l’ottimismo di alcuni questori operativi negli anni passati, si vanno moltiplicando i furti negli appartamenti, gli atti vandalici, le truffe e le risse per strada che rivelano un bisogno di sicurezza sempre più invocato dall’esasperazione di tanti cittadini, senza scomodare i servizi segreti e le loro presunte oscure manovre.

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