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Botti di Capodanno… Alle parole sono seguiti i fatti?

Il commento di Roberto Pietrobon, del coordinamento regionale di Alleanza Verdi e Sinistra.

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Kuma, il mio cane, è un maschio adulto di 37kg ma da tre giorni esce di casa controvoglia, si guarda in giro e, appena sente un qualche botto anche in lontananza, drizza le orecchie o, addirittura, fa marcia indietro verso casa.

A sentire altri proprietari di animali da affezione posso considerarmi fortunato. Ci sono cani e gatti che appena sentono un botto scappano terrorizzati e se ne infischiano dei richiami con tutto quello che comporta.

Questo avviene perché molti animali hanno un udito più sviluppato del nostro e quando sentono un colpo che a noi sembra in lontananza per loro diventa un pericolo concreto perché, per esempio per i cani, alle loro orecchie i rumori e i suoni sono almeno 4 volte più intensi che per l’uomo.

Gli animali per esempio non potrebbero fare la guerra e, infatti, sono le prime vittime di questa barbarie come ci hanno raccontato molti cronisti nei teatri di morte, dall’Ucraina a Gaza.

Mentre hanno fatto il giro del mondo le immagini di poliziotti olandesi che inseguivano dei giovani nella piazza principale di Amsterdam la notte di San Silvestro dopo che avevano fatto scoppiare un po’ di petardi da noi, in patria, leggiamo il solito “bollettino di guerra” che va da dita mozzate a timpani perforati ad occhi compromessi.

Agli italiani, evidentemente, piace giocare alla guerra salvo poi, giustamente, rifiutarla quando ci scoppia in casa.

Per fare fronte a questa “tradizione”, che di tradizionale ha ben poco, molte amministrazioni comunali hanno emesso ordinanze e divieti.

Anche quella di Biella ci ha provato come tutti gli anni.

Quest’anno, però, il comunicato della giunta Olivero aveva un tono assertivo da “spezzeremo le reni ai miniciccioli” minacciando il ricorso agli occhi elettronici che sorvegliano tutta la città per punire i trasgressori.

L’ordinanza però non è stata minimamente rispettata come chiunque abbia passato il capodanno in città può testimoniare e come raccontano le strade e le piazze sporche dei resti dei fuochi artificiali.

Poteva andare diversamente? Alle parole dell’ordinanza sono seguiti i fatti?

Ci permettiamo di avanzare un paio di domande al Sindaco e alla sua Assessora delegata Livia Caldesi, la cacciatrice che dice di amare gli animali (sic!).
Quanti agenti di polizia locale erano in servizio tra il 31 dicembre e il 1º gennaio al netto di quelli impiegati alla festa in Piazza Cisterna? Quanti interventi sono stati effettuati dagli agenti e quanti verbali sono stati scritti? Si sta procedendo con la visione delle immagini delle telecamere per verificare se a San Silvestro è stata fatta rispettare l’ordinanza?

Magari, a pensar male si fa peccato ma, vista (e sentita) la situazione in città a Capodanno, è facile azzeccare le risposte.

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3 Commenti

1 Commento

  1. Ettore

    6 Gennaio 2026 at 8:16

    Non ce ne frega nulla.

  2. Emerson

    6 Gennaio 2026 at 12:34

    le ordinanze comunali contro i botti di capodanno ,non hanno valore , è lo stato che può emetterli, non il comune, i botti di fine anno ,sono una tradizione che risale da secoli, e non mi sembra che cani e gatti, si siano estinti per i botti di fine anno.

  3. Giovanni

    6 Gennaio 2026 at 22:44

    È un peccato che a voi non sia scoppiato un botto in un orecchio, altrimenti la penserete diversamente. I divieti dovrebbero essere nella vendita dei botti.

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