Fuori provincia
La banda dei bancomat colpisce ancora: dopo Mottalciata, assalto nel Torinese
A distanza di un mese dal colpo messo a segno nel Biellese, un nuovo episodio sempre in Piemonte con la stessa tecnica
La banda della marmotta che assalta i bancomat torna a colpire in Piemonte. Nella notte i malviventi hanno fatto esplodere il bancomat della filiale Bper di via Caselle, a Borgaro Torinese, utilizzando la tecnica ormai tristemente nota per gli assalti agli sportelli automatici. Un episodio che riporta alla memoria quanto accaduto esattamente un mese fa a Mottalciata, dove era stato preso di mira il bancomat della Biverbanca. Al momento non risulta alcun elemento che possa far ipotizzare un collegamento tra i due episodi, ma appare evidente che il modus operandi dei malviventi sia stato praticamente lo stesso.
Come riporta l’Ansa, il nuovo colpo è stato messo a segno intorno alle 4 del mattino. Un forte boato ha svegliato numerosi residenti della zona, richiamando l’attenzione sull’assalto in corso. Secondo le prime informazioni, ad agire sarebbero state almeno quattro persone, tutte incappucciate.
Dopo aver fatto saltare lo sportello automatico, i componenti della banda avrebbero rovistato per alcuni istanti tra i resti del bancomat, riuscendo a impossessarsi del denaro contenuto all’interno. Il bottino non è ancora stato quantificato, così come resta da valutare l’entità dei danni provocati all’istituto di credito.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Venaria Reale, che si stanno occupando delle indagini per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili.
Un mese fa il colpo a Mottalciata
La tecnica utilizzata a Borgaro Torinese sembra la stessa che era stata impiegata a inizio ottobre a Mottalciata. Anche in quell’occasione i malviventi avevano preso di mira uno sportello automatico, quello della filiale Biverbanca di via Martiri della Libertà.
L’allarme era scattato intorno alle 5.30 del mattino, quando un addetto alla vigilanza aveva segnalato l’esplosione. I responsabili avevano inserito nel bancomat un ordigno artigianale, la cosiddetta «marmotta», facendolo saltare per raggiungere il denaro custodito all’interno.
Anche in quel caso non era stato immediatamente possibile quantificare il bottino. Secondo le prime ricostruzioni, dopo il colpo i responsabili avrebbero potuto dirigersi verso il casello autostradale.
Due episodi a distanza di un mese, in territori diversi ma accomunati dalla stessa modalità operativa: l’utilizzo di esplosivo artigianale per sventrare gli sportelli automatici e impossessarsi del contante.
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