Fuori provincia
“C’è il diavolo in casa”: terrorizza per mesi la zia per avere l’eredità
Arrestato il nipote. Inscenava episodi inquietanti: oggetti che sparivano e ricomparivano, croci nere disegnate sui muri e piccoli incendi
“C’è il diavolo in casa”: terrorizza per mesi la zia per avere l’eredità.
“C’è il diavolo in casa”: terrorizza per mesi la zia per avere l’eredità
Avrebbe orchestrato per mesi una vera e propria campagna di terrore nei confronti della zia anziana, con l’obiettivo di spingerla a lasciare la casa o a favorirlo nell’eredità. Per questo un uomo è stato arrestato con l’accusa di atti persecutori.
La notizia arriva da Rho, ed è molto singolare. La vittima, una donna di 86 anni, cardiopatica e residente da sola, è stata sottoposta a continue pressioni psicologiche. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il nipote avrebbe cercato di convincerla della presenza del “diavolo” in casa, inscenando episodi inquietanti: oggetti che sparivano e ricomparivano, croci nere disegnate sui muri e perfino sulla tomba del marito, oltre a piccoli incendi che contribuivano ad alimentare la paura.
Trovava la casa “posseduta”
In più occasioni l’anziana si è trovata di fronte a scene di forte disordine domestico, con abiti sparsi ovunque e il pavimento cosparso di sostanze come sale, olio e uova. Convinta che si trattasse di fenomeni paranormali, si era persino rivolta a un esorcista, ma gli episodi non si erano fermati. In un caso, mentre si trovava all’esterno, la sua giacca avrebbe preso fuoco improvvisamente. Lo riporta Notizia Oggi
Nel frattempo, anche il bancomat della donna risultava inutilizzabile, mentre l’unico ad averne accesso era proprio il nipote.
Emerge la verità: nipote denunciato
Le indagini, condotte dalla polizia locale e dai carabinieri e coordinate dalla procura della Repubblica di Milano, hanno fatto emergere la verità. Gli investigatori hanno installato microcamere nell’abitazione, documentando come l’uomo approfittasse dell’assenza della zia per inscenare i presunti eventi “soprannaturali”.
Raccolti gli elementi, per l’uomo sono scattati gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. È accusato di aver provocato nella donna un grave stato d’ansia e un concreto timore per la propria sicurezza.
Foto d’archivio
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