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Addio a Dario Canzano, morto a soli 59 anni
Viveva a Candelo, lascia la moglie e due figli. «Buono e altruista, lascia un vuoto enorme»
Addio a Dario Canzano, morto a soli 59 anni.
Addio a Dario Canzano, morto a soli 59 anni
Unisce Candelo a Rivoli il dolore per la morte di Dario Canzano, scomparso a soli 59 anni dopo una breve ma durissima malattia. Lavorava per Stellantis come safety manager, responsabile della sicurezza, e alcuni anni fa era stato trasferito allo stabilimento di Verrone. Per questa ragione, insieme alla famiglia, era venuto a vivere nel Biellese. Era molto conosciuto anche per il lungo impegno nel volontariato, culminato con la presidenza della Croce Verde di Rivoli.
Originario proprio della provincia di Torino, si era trasferito qui quattro anni fa, nel giugno del 2022, insieme alla famiglia. Avevano scelto di vivere a Candelo, dove in pochi anni Canzano era riuscito a farsi apprezzare per le sue qualità umane.
«Era una persona buonissima, altruista, sempre disponibile con tutti – racconta con commozione la moglie Sabrina -. Era un uomo dedito al lavoro, ma soprattutto agli altri. Tutti lo ricordano per la sua bontà e per il suo altruismo».
Accanto all’attività professionale, Dario Canzano aveva dedicato una parte importante della sua vita al soccorso. Per molti anni era stato volontario della Croce Verde di Rivoli, associazione della quale nel 2020 era diventato presidente.
La notizia della sua scomparsa ha profondamente colpito il sodalizio torinese, che lo ha ricordato con un messaggio pubblicato sui social: «Dario ha rappresentato per la Croce Verde Rivoli una figura importante, ricordata con stima e affetto da tutto il Consiglio, dal personale volontario e dal corpo dipendenti».
Il saluto si conclude con un semplice ma significativo: «Ciao Dario, grazie per quanto hai donato alla Croce Verde Rivoli».
La malattia si era manifestata improvvisamente lo scorso novembre. Dopo alcuni problemi di salute era arrivata la diagnosi di un tumore. Era stato quindi sottoposto a un intervento d’urgenza all’ospedale di Novara, ma la speranza purtroppo era durata poco: poco dopo si era presentata una recidiva.
Grande sportivo, Canzano aveva praticato numerose discipline. In passato era stato bodybuilder, aveva giocato a tennis e a padel, amava la bicicletta da strada ed era anche un appassionato motociclista. Pur essendo tifoso della Juventus, seguiva il calcio solo marginalmente. Le sue grandi passioni sportive erano soprattutto il tennis e la Moto Gp.
«Lo sport è sempre stato parte della sua vita – ricorda ancora la moglie -. Credo che proprio il suo fisico allenato e il cuore forte, costruiti in tanti anni di attività sportiva, gli abbiano permesso di resistere più a lungo di quanto i medici si aspettassero».
Oltre alla moglie Sabrina, Dario Canzano ha lasciato nel dolore i figli Federico e Silvia, il padre Bruno, i suoceri Gianni e Ofelia, il cognato Alessandro con Luciana, gli amici Fabrizio, Alfredo ed Elena, oltre ai parenti e ai tanti amici che lo hanno conosciuto e stimato.
«Lascia un vuoto enorme in tutti noi – le parole commosse della consorte -. Non esistono parole per descrivere quello che si prova. Non si è mai preparati a una perdita così».
Il rito funebre, organizzato dall’impresa Marucchi, è stato celebrato mercoledì 1 luglio nella chiesa parrocchiale di San Pietro a Candelo. Al termine della cerimonia il feretro ha proseguito verso il tempio crematorio di Biella.
Nonostante il momento di grande dolore, la famiglia ha voluto esprimere “un ringraziamento di cuore a tutto il personale medico, infermieristico e assistenziale dell’Hospice l’Orsa Maggiore dell’ospedale di Ponderano per l’amorevole assistenza prestata”.
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