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«Mamma, ho cambiato numero…». E chiede un bonifico di 949 euro

Un truffatore si è spacciato per il figlio di una coppia di biellesi. Ecco come ha provato a raggirarli ed è stato smascherato

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truffa figlio
Nell’infografica, la ricostruzione di alcuni dei dialoghi che i coniugi biellesi hanno avuto con il truffatore che, spacciandosi per il figlio, ha provato a farsi fare un bonifico di quasi mille euro

«Mamma, non ti sentivo, salvati il mio nuovo numero».
È iniziata così, nei giorni scorsi, l’ennesima tentata truffa del “figlio con il nuovo numero”, un raggiro che continua a colpire in tutta Italia e che questa volta ha preso di mira una coppia di coniugi biellesi.
Dall’altra parte dello schermo non c’era davvero il figlio, ma un truffatore che, con pazienza e un copione ormai ben collaudato, ha cercato di convincere prima la madre e poi il padre a effettuare un bonifico da 949 euro.

Il copione: «Ho cambiato numero e il conto è bloccato»

La conversazione si apre con la richiesta di salvare un nuovo contatto, accompagnata dalla spiegazione del perché non fosse possibile telefonare. «Non ti sento perché devono attivarmi ancora le chiamate», scrive il malintenzionato. Poi arriva la giustificazione: cambiando numero, sostiene, si sarebbero bloccati sia il conto corrente sia lo Spid.
A quel punto scatta la richiesta di denaro. «Puoi farmi un favore? Dovevo fare un bonifico. Se ti mando le coordinate puoi farlo tu? Venerdì mi sbloccano il conto e ti restituisco tutto». L’importo è preciso: 949 euro. La madre, però, non si lascia convincere. Dice di non avere quella disponibilità e risponde che dovrà parlarne con il marito.

Le domande che mettono in difficoltà il truffatore

Nel tentativo di rendere credibile la storia, il falso figlio racconta che il denaro serve per un progetto personale.
«È una sorpresa, non posso dirtelo ancora», insiste quando gli vengono chiesti chiarimenti.
La donna continua però a fare domande: vuole sapere di che progetto si tratti, perché debba pagare proprio lui e se abbia valutato bene la situazione. Domande alle quali il truffatore risponde in modo vago, senza mai entrare nei dettagli.

Il tentativo con il “padre”

Capito che la “madre” difficilmente avrebbe disposto il bonifico, il malvivente passa al “padre”. Anche in questo caso il copione è identico: nuovo numero, impossibilità di telefonare, urgenza del pagamento.
L’uomo, però, si dimostra ancora più prudente della consorte.
«A chi devo fare il bonifico?», chiede più volte. La risposta è sempre evasiva.
Quando il padre propone di rivolgersi alla banca e chiede nuovamente informazioni sul destinatario del pagamento, il falso figlio cambia ancora versione e suggerisce addirittura di effettuare l’operazione da un tabaccaio con il bancomat. Non ottenendo il risultato sperato, abbassa anche la richiesta: «Tu arrivi a 500 euro?». E chiede anche di procedere con un bonifico istantaneo, ulteriore richiesta estremamente sospetta.

La truffa fallisce

A quel punto i dubbi diventano certezze. Il padre prende tempo, dice che parlerà con il figlio e non effettua alcun pagamento.
Alla fine decide di chiudere la conversazione con una battuta destinata a mettere fine alla trattativa: «Volevo dirti che ti ho fatto il bonifico istantaneo… mandandoti a fare in c… istantaneamente».
Dall’altra parte della chat non arriva più alcuna risposta.

Un raggiro sempre più diffuso

Quella andata in scena mercoledì è una variante ormai molto diffusa, che purtroppo negli ultimi giorni ha mietuto altre vittime anche nel Biellese. I truffatori contattano i malcapitati tramite WhatsApp fingendosi un figlio o un familiare che avrebbe cambiato numero di telefono. Dopo aver costruito una situazione di apparente emergenza – il conto bloccato, lo Spid non funzionante o un pagamento urgente da effettuare – chiedono di anticipare del denaro promettendo di restituirlo nel giro di pochi giorni.
In questo caso il tentativo è fallito grazie alla prudenza della coppia, che non si è lasciata convincere dall’urgenza e ha continuato a chiedere spiegazioni, smascherando così il malintenzionato prima che riuscisse a ottenere il denaro.

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