BiellaCronaca
Biella, finti carabinieri truffano una 61enne: arrestato un giovane, recuperati oro e contanti
Con la scusa di verificare i gioielli per una presunta rapina in città, i truffatori hanno convinto una 61enne a mostrare i propri averi. Un giovane è stato fermato con oro, contanti e falsi badge dell’Arma
Un raggiro costruito fingendosi appartenenti all’Arma, con tanto di fotografia in uniforme su WhatsApp e falsi controlli sui gioielli. Una donna di 61 anni è stata convinta a consegnare i propri preziosi e il denaro a un uomo presentatosi a casa sua come perito. La Polizia di Stato ha arrestato un giovane tunisino del 2006, trovato con la refurtiva dopo un controllo in città.
La nota truffa dei finti carabinieri ha colpito ancora anche a Biella nei giorni scorsi. Una donna di 61 anni è stata raggirata da persone che si sono spacciate per appartenenti all’Arma, convincendola che fosse necessario verificare i suoi gioielli per escludere un possibile collegamento con una rapina in gioielleria avvenuta nel Biellese.
La vicenda risale al 27 ottobre, giornata in cui al Numero unico di emergenza 112 sono arrivate numerose segnalazioni relative a tentativi di truffa ai danni di persone anziane. La polizia ha quindi intensificato i controlli sul territorio. Proprio durante uno di questi servizi, gli agenti della Squadra mobile hanno individuato un giovane che si aggirava nella zona di via Torino, all’angolo con via Addis Abeba.
Finti carabinieri, il controllo della polizia e il ritrovamento dei gioielli
Erano circa le 14.40 quando gli agenti hanno notato il ragazzo, che parlava continuamente al telefono attraverso gli auricolari e si spostava tra le strade vicine, apparentemente alla ricerca di un indirizzo.
Dopo aver percorso alcuni tratti di via Addis Abeba e via Botalla, il giovane è entrato in un condominio. I poliziotti hanno deciso di predisporre un servizio di osservazione, aspettando che uscisse. Circa cinque minuti dopo è stato fermato per un controllo.
Nello zaino gli agenti hanno trovato gioielli in oro e denaro contante, avvolti in uno strofinaccio bianco da cucina. Durante la successiva perquisizione sono stati inoltre recuperati un porta badge con un cartellino rosso e nero recante la scritta «CARABINIERI» e il logo dell’Arma, oltre ad altri tre cartellini analoghi custoditi nel portafoglio. È stato sequestrato anche il telefono cellulare utilizzato dal giovane.
La truffa con la fotografia del carabiniere su WhatsApp
Gli accertamenti hanno permesso di risalire alla vittima, una donna di 61 anni che ha presentato querela, raccontando agli investigatori come si era svolto il raggiro.
La donna era stata contattata da persone che si erano presentate come appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Per rendere più credibile la storia, sul profilo WhatsApp dell’interlocutore compariva la fotografia di un uomo in uniforme.
La vittima era stata convinta che i suoi gioielli dovessero essere sottoposti a verifiche per accertare che non fossero collegati a una rapina in gioielleria avvenuta nel Biellese. Durante la videochiamata, le era stato chiesto di mostrare i monili e il denaro contante in suo possesso.
A quel punto, con il pretesto di effettuare i controlli, un uomo si era presentato direttamente a casa della donna, qualificandosi come un presunto perito. Mentre l’interlocutore al telefono continuava a tenerla impegnata, le aveva ordinato di andare in bagno a lavarsi le mani.
Quando la 61enne era tornata in cucina, l’uomo si era già allontanato, portando con sé gioielli e contanti.
La refurtiva restituita alla proprietaria
La donna ha riconosciuto i preziosi recuperati dagli agenti della Squadra mobile. Anche il denaro è stato ricondotto alla truffa grazie a un particolare riferito dalla vittima: alcune banconote erano raggruppate in mazzette fermate con graffette metalliche.
Gli oggetti e i contanti sono stati quindi restituiti alla legittima proprietaria.
Il ventenne tunisino è stato arrestato in relazione ai fatti contestati e accompagnato nella locale Casa circondariale. Il 30 ottobre l’Autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Roma.
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