BiellaPensieri e parole
Quando la città diventa un ostacolo
Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto
La nostra Alessia Fazzari ha accompagnato la signora Carmela, che si muove attraverso una carrozzina elettrica, in un giro per la città.
Il tragitto, apparentemente semplice, si è trasformato in una dimostrazione di quanto le barriere architettoniche siano ancora radicate nella quotidianità. I marciapiedi stretti, gli scivoli inesistenti o mal realizzati, le pavimentazioni irregolari sono ostacoli invalicabili.
La delusione più grande riguarda la recente ristrutturazione di Via Italia, il cuore della città. Un intervento moderno, annunciato come un grande passo avanti, che però non ha tenuto conto delle esigenze di chi si muove su una carrozzina. Sarebbe bastato allargare un po’ le strisce di passaggio per permettere a tutti di percorrerla in autonomia. Invece, anche questa volta, l’accessibilità è rimasta fuori dal progetto.
Chi è responsabile? Il sindaco, l’assessore, la giunta, il segretario, i dirigenti? La verità è che la catena è lunga e coinvolge tutti perché il problema è ancora più profondo, è culturale. È una questione di sensibilità, di attenzione, di capacità di immaginare la città anche attraverso gli occhi di chi non può muoversi liberamente. Ad esempio, i percorsi tattili per non vedenti o ipovedenti, si cominciano a vedere nei paesi, ma non a Biella.
Si deve rimediare ora, ma la domanda è chi pagherà per questa dimenticanza ? A oggi a farne le spese sono “solo” i cittadini, ma quelle materiali sarebbe doveroso fossero imputate a chi amministra la città.
Finché non si comprenderà che l’accessibilità è un diritto di tutti, continueremo a scontrarci con limiti non solo urbanistici, ma soprattutto mentali, e diciamo pure di coscienza.
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