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Liste d’attesa: sindacati critici sui fondi, l’Asl di Biella replica con dati in crescita

Scontro sulle risorse regionali per il 2026: Cgil e Uil denunciano stanziamenti insufficienti

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Liste d’attesa: sindacati critici sui fondi, l’Asl di Biella replica con dati in crescita

«Siamo soddisfatti che il progetto per l’abbattimento delle liste d’attesa sia ripreso velocemente, anche grazie al nostro sollecito delle scorse settimane, legato alle risorse economiche regionali disponibili – spiegano in un documento congiunto, i sindacali Cgil e Uil -. Siamo però rammaricati che questo progetto avrà molto probabilmente vita breve, poiché le risorse disponibili sono sufficienti solo per coprire le spese fino al prossimo 31 marzo 2026».

L’incontro di giovedì con l’Asl

«Questo è quanto emerso dall’incontro avuto con i vertici dell’Azienda sanitaria locale, avvenuto giovedì 19 febbraio – proseguono i sindacati – . Le criticità sono quindi diverse. Primo, lo stanziamento per i medici del Biellese rappresenta il più basso su base regionale. Noi infatti riceveremo circa 705 mila euro, mentre la vicina provincia di Vercelli oltre un milione di euro. I finanziamenti per le professioni sanitarie, quindi degli infermieri e dei tecnici, sono insufficienti perché mancano circa 300 mila euro per consentire all’Asl di programmare un reale abbattimento delle liste d’attesa su base annuale. Rispetto all’annuncio fatto dall’assessore regionale alla sanità, Riboldi, di 35 milioni di euro, mancano quindi all’appello almeno 5 milioni».

«Una delle conseguenze più preoccupanti – e così concludono – è l’immediata interruzione di una serie di interventi medici e chirurgici. Tra questi, quelli relativi alle protesi alle anche, alle ernie inquinali e alla prostata. E un peggioramento delle liste d’attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici dei cittadini biellesi, che erano già in sofferenza».

La replica dell’Asl sulle liste di attesa

Alle parole dei sindacati fanno eco quelle dall’azienda sanitaria locale che così commenta: «L’Asl di Biella esprime soddisfazione per lo spirito di collaborazione che emerge dal comunicato sindacale, che solleva tematiche importanti e in buona parte condivise e che sono oggetto di confronto»

Così si legge in una nota che prosegue: «Si rassicurano al contempo i cittadini, in riferimento all’erogazione di visite ed esami oltre l’orario di servizio, in quanto i dati di attività di gennaio e di quella programmata fino a marzo confermano al contrario un incremento delle prestazioni aggiuntive offerte ai cittadini nel 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, con un +24% complessivo».

«Seguendo i punti riportati nel comunicato, si precisa che il Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Sanità dell’ottobre del 2025 prevede per gli operatori delle professioni sanitarie la possibilità di effettuare prestazioni aggiuntive al di fuori dell’orario di lavoro – prosegue il comunicato -, richieste in via eccezionale e temporanea ad integrazione dell’attività istituzionale, allo scopo di ridurre le liste d’attesa e anche di fronteggiare situazioni di carenza di organico ed impossibilità momentanea di coprire i relativi posti».

«Non si può parlare di un progetto con vita breve»

«Con le somme assegnate con contributo regionale all’Asl Bi per le attività sopra citate, fermo restando l’esito delle contrattazioni in sede regionale, si prevede che si possano consentire l’erogazione di tali prestazioni in un arco temporale che include il primo semestre del 2026. Il calendario fino a marzo è quello predisposto a seguito del confronto svoltosi in sede sindacale e si riferisce una prima tranche di attività. Rispetto ai finanziamenti ad oggi assegnati alle Aziende Sanitarie per prestazioni aggiuntive, non sussistono quindi dati di realtà per parlare di un progetto con vita breve, ma di un progetto che verrà gestito con appropriatezza, sia in base alle necessità effettive dei cittadini che ai dati di produzione complessivi di ciascuna specialità, tenendo conto anche delle evidenze emerse dall’esperienza dello scorso anno».

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