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“Sono stato in marina e… non avrei dovuto lasciarla”
Dagli anni in marina, all’esperienza radiofonica, Pierangelo Giardino, classe 1952, vicepresidente del Pedale cossatese, si racconta
Pierangelo Giardino, classe 1952, è vicepresidente a fine mandato dell’Asd Pedale cossatese e consigliere del gruppo Anmi di Biella, l’Associazione nazionale marinai d’Italia.
Pierangelo Giardino, vicepresidente del Pedale cossatese, si racconta
«Conseguito il titolo di meccanico motorista, ho prestato servizio in Marina dall’inizio del 1972, con il servizio di leva anticipata. Dovevo partire 6 mesi dopo, ma siccome c’era esubero di forze, mi avrebbero mandato a terra. Ho rifiutato e sono partito prima, così invece di 24 mesi ne ho fatti 36, ma in mare. Ho fatto poco Car, l’addestramento, a La Spezia, a cui sono seguiti il giuramento e le scuole Cem, oggi “Scuola sottufficiali della Marina”, alla base militare de La Maddalena, in Sardegna, in cui ho conseguito la specializzazione di motorista navale. Dopo aver superato gli esami con 98 centesimi, sono stato mandato a casa per 5 giorni in licenza premio, con il biglietto di sola andata per imbarcarmi sul dragamine “Squalo” a Trapani, che oggi non esiste più – di cui ci mostra l’immagine -. Oggi sono tutti cacciamine. Sono rimasto operativo per 23 mesi e mezzo, dal 22 maggio del 1972 al 10 aprile del 1974. Dopo sono sbarcato e il dragamine è entrato in cantiere per la revisione».
Quale servizio svolgeva il dragamine?
«Erano quattro navi americane, non ex guerra, costruite nel 1955-56, per la Marina italiana. Erano dragamine oceanici, anche di altura. All’epoca della consegna c’erano ancora residui di mine della Seconda guerra, quindi venivano impiegate con quel ruolo. Dopo la metà degli anni Sessanta, si faceva attività di vigilanza pesca nel Canale di Sicilia, in aiuto ai pescherecci, che al tempo venivano requisiti dai tunisini. Si stava in mare per 10 giorni, in porto per altrettanto tempo e poi si riprendeva l’attività, con periodi di addestramento. Si svolgevano servizi di rappresentanza all’estero e in Italia, accogliendo la gente a bordo, come alla festa di Diamante a Reggio Calabria, oppure ad Atene, Lisbona, Tunisi. Nella Marina, ho fatto il V3, il servizio volontario per tre anni, 34 mesi e 20 giorni. Avevo iniziato da comune di seconda classe, marinaio semplice, e mi sono congedato alla fine del 1974 da sergente, sbagliando. Con il senno di poi, avrei dovuto fermarmi, anche se il lavoro a casa ce l’avevo. Nella vita ho fatto tutt’altro, prima alla Fiat e poi in una radio privata, in cui ho trasmesso dal 1978 al 1986 come conduttore e dj. Nel frattempo ho trovato lavoro come responsabile della logistica alla Valeo illuminazione, che produce prodotti per auto, fino al 2004, anno in cui sono andato in pensione e a cui sono seguiti servizi di consulenza».
Parliamo di Anmi Biella.
«Il gruppo nasce nel 1953, quando io avevo un anno. È ben datato ed è intitolato al comandante Carlo Fecia di Cossato, medaglia d’oro al valore militare. C’è stato un sommergibile che portava il suo nome e che oggi non esiste più, perché andato in disarmo, uscito di servizio. Noi come gruppo biellese, avremmo il piacere e l’onore se ci dovesse essere di nuovo un sommergibile con quel nome e toccherebbe al nostro gruppo la consegna della bandiera di combattimento, l’entrata in servizio purtroppo di guerra. Attualmente sono servizi di pace, di prevenzione e speriamo sempre con questa finalità. Il presidente del nostro gruppo è Candido Di Biase, vice è Giancarlo Tiozzo. Consiglieri siamo io, Mario Menegon e Igor Destefanis. Responsabile degli aggregati è Ugo Cartafornon».
Nel pedale cossatese quando è approdato?
«Sono giunto nel 1994. Prima c’era mio papà Arnaldo, che l’aveva fondato negli anni Ottanta, con Fausto Dondi, Giovanni Rabbachin, Mauro Acquadro e altri. Nel 2005 mi sono trasferito da Torino al Biellese, dove ho conosciuto Gina e siamo insieme da 20 anni. Amo la montagna, avviato da mio papà che era alpino, e con Gina ho raggiunto i 4.000 metri del Castore, il Monviso e altri. Ad oggi contiamo anche 15 crociere fatte insieme».
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