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Per il mercato guardiamo prima le dita e poi la luna

Il vicepresidente di Confesercenti Biella, Benni Possemato, critica la scelta dell’amministrazione e chiede un confronto con gli ambulanti: «Sarebbe bastato sedersi a un tavolo e ragionare insieme sul futuro del mercato»

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Benni Possemato

Cinque dita per uno “schiaffo” al progetto di trasferimento del mercato: l’intervento di Benni Possemato, vicepresidente di Confesercenti Biella, che spiega perché secondo lui la scelta del Comune rischia di essere un errore.

Sono circa 150 gli ambulanti che l’amministrazione comunale di Biella vorrebbe spostare d’imperio con decisione unilaterale da un piazzale già attrezzato con denaro pubblico a un parco cittadino in centro, manco fosse una transumanza di pecore estiva verso monte.
Ma qui si decide di donne e uomini e delle loro famiglie, nel complesso un’azienda diffusa con decine di addetti, tra le poche ancora in servizio a Biella.

Parte della giunta comunale di Biella (pare che non tutti gli assessori siano d’accordo, alcuni non erano presenti al voto di delibera di giunta del luglio scorso e dalle crepe potrebbe pure filtrare la luce rossa al trasloco, vedremo), sostiene che con le proteste montanti in città, non si voglia toccare la luna con un dito.

Secondo Palazzo Oropa, con il mercato ai giardini Zumaglini, il centro di Biella vivrà un nuovo rinascimento.

Ora io non sono un oracolo (ma non lo sono neppure Sindaco e assessori) e non saprei dire se sarà rinascimento, anche perché un’analisi di mercato non si è mai fatta, ma, a mio parere, a dare uno schiaffo a mano piena alla luna di Palazzo Oropa le dita sono cinque e parto dalle estreme.

Il dito pollice

Che non è un pollice verde, ma un pollice girato in senso verso per melograni e ciliegi Sakura che si vogliono sacrificare al trasloco del mercato.

Non ho competenze per scrivere se dopo l’espianto quelle essenze potranno sopravvivere, ma un dato è certo: i ciliegi sulla torta del progetto complessivo li ha messi l’amministrazione comunale e non certo l’ufficio tecnico  del Comune di Biella che per mia esperienza personale so essere di grande efficienza, nonostante organici all’osso.

La ‘torta’ è il bando regionale di rigenerazione urbana al quale Biella sta partecipando per quasi due milioni di euro.
Il bando traccia le linee di bioclima, miglioramento dell’aria, mobilità sostenibile. Paradossalmente, a volerlo e con l’avallo di perizia agronomica, si potrebbero piantare altri 250 ciliegi oltre ai 48 già a dimora.

E’ quindi evidente che il bando non è compatibile con lo spostamento del mercato agli Zumaglini, è un frutto aspro di una volontà politica unilaterale.

Il nocciolo della ciliegia è quindi lo spostamento del mercato, non dei ciliegi.

Il dito mignolo

Piazza Falcone e il suo destino.
Pare il dito più corto a schiaffeggiare il trasloco, ma solo perché non ci sono argomenti a giustificarne l’abbandono.

I destini di quella piazza restano un mistero alla Lucarelli. Ma se del futuro non se ne sa nulla, del suo passato sappiamo che 30 anni or sono l’area Falcone venne impermeabilizzata e dedicata al nuovo mercato spendendo molti fondi delle casse comunali, i nostri soldi.

Last but not least è opportuno ricordare che intorno a quella piazza insistono anche attività stanziali di bar e ristorazione che in quell’area hanno investito le loro vite e dalla sera alla mattina si troverebbero con i loro arredi in mezzo a una piazza, una piazza vuota.

Il dito indice

Lo punta con un j’accuse larga parte della cittadinanza di Biella verso lo spostamento del mercato e delle essenze arboree.
Va però dato merito a parte della giunta di comunale votante, di aver scosso trasversalmente la coscienza civica di una Biella spesso orsa sulle scelte comuni e comunali.

Era quasi da mai che a Biella non si vedevano scendere pacificamente in piazza e sui social così tanti concittadini con solo due bandiere della LIPU pro natura a garrire e nessun’altra (le uniche che ho visto personalmente).

Il dito anulare

Ma senza più fede al dito dei ‘villaggini’, i residenti del Villaggio Lamarmora che, con lo spostamento del mercato, si vedrebbero scippato dal centro uno dei pochi servizi strutturali che Biella abbia mai dedicato alla periferia, manco fossero neppure figli di un Dio minore.

Se trasloco sarà, alla prossima tornata elettorale per il Comune, credo che al centro destra non sarà sufficiente ‘palchettare’ in piazza Falcone qualche cantante neomelodico napoletano per accattivarsi qualche voto.
I ‘villaggini’ sono VOLTI ben definiti, molti volti e non solo VOTI nell’urna dell’oblio.

Il dito medio

Il più lungo e su questo dito desidero calzare il mio nuovo incarico di rappresentante di Confesercenti Biella.
Il D.G.R. 2 aprile n. 32-2642 al titolo 3 capitolo 1 punto 3 parla chiaro sugli adempimenti dei Comuni piemontesi per le aree mercatali, in buona sostanza devono esistere delle eccezionalità emergenziali per decidere unilateralmente di sospendere o trasferire un’area mercatale, e in ogni caso previo avviso alle categorie interessate anche solo  per un concertozzo.

Conosco personalmente il sindaco Olivero e so essere uomo intelligente. È prerogativa di un Sindaco e della sua maggioranza tracciare la politica amministrativa del proprio Comune, pur sorvolando sul programma elettorale del cdx che non menzionava lo spostamento del mercato cittadino ma, si sa, i programmi elettorali di destra e di manca sono spesso solo leve elettorali di propaganda scritti sui rotoli regina.

Ma non dovrebbe dirlo un regolamento regionale che a priori sarebbe bastato sedersi a un tavolo di programma con tutti i rappresentanti della parti in causa, con gli ambulanti a capo tavola, ascoltarli, magari accapigliarsi, ma infine alzarsi con un nuovo progetto di riqualificazione mercatale al passo coi nostri tempi e largamente condiviso.

Ho avuto occasione di parlare e soprattutto di ascoltare diversi ambulanti e concittadini a riguardo, tra le mille idee da fiaba alcune sarebbero anche spendibili con i nostri due milioni di euro.
Si potrebbe ad esempio coprire, se non tutta, almeno l’area dei passaggi pedonali di piazza Falcone con pannelli solari al tetto e ne gioveremmo anche in bolletta energetica.

O se spostamento proprio doveva essere, in molti dei miei interlocutori suggeriscono un’area coperta e ben servita da posti auto gratuiti  e qua le soluzioni purtroppo per Biella potrebbero essere molte, contando le aree abbandonate e previo accordo con privati che non vedrebbero l’ora di rigenerare le loro proprietà.

A me vengono in mente le pettinature riunite di via Carso piuttosto che la vasta area ex Bertarnd del Bottalino, dove si potrebbero senz’altro realizzare un enorme parcheggio interrato e un piazzale a raso dedicato non solo al mercato cittadino, ma immaginarla anche come una gemella dell’anfiteatro di Sordevolo adatta anche a mega kermesse come Bolle di Malto.

Insomma le idee stimolate dal dibattito sono molte, bastava ragionarne a priori con i diretti interessati e invece si è giunti a un muro contro muro.

A questo punto, se non vi saranno retromarce delle parti, non resta che attendere i passi ufficiali della giunta comunale e, come Confesercenti, supporteremo ovviamente le decisioni del fronte compatto degli ambulanti e dei nostri associati.
Se vi sarà ricorso legale, non è detto che vincendolo non si riescano a salvare capre, banchi, cavoli e ciliegie.

Peccato, sarebbe bastato tendersi  le mani tra ambulanti, cittadinanza e consiglio comunale e a Biella avremmo afferrato tutti la luna prima dell’eclissi.

Benito Maria Possemato 
Vicepresidente Confesercenti Biella 

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1 Commento

1 Commento

  1. Bb68

    15 Agosto 2026 at 12:12

    la giunta di Biella di destra destra deve solo fare una cosa giusta….. Dimettersi

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