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Pavignano, dopo 51 anni chiude il barbiere
Più di mezzo secolo di ininterrotta attività e ora arriva l’annuncio dello stop definitivo
Pavignano, dopo 51 anni chiude il barbiere.
Pavignano, dopo 51 anni chiude il barbiere
«Una volta c’erano i barbieri per gli uomini e i parrucchieri per le donne. Oggi sono tutti hair style. Noi siamo rimasti quelli di sempre come testimonia la scritta sul negozio: Barbiere – Barba e Capelli».
Così nell’estate dello scorso anno la famiglia Indirli, il padre Oronzo e il figlio Sergio, festeggiava i 50 anni di attività del negozio situato nell’ex Villaggio Gescal di fronte alle scuole elementari. Oggi, a distanza di meno di un anno da quel evento, il barbiere di Pavignano annuncia la definitiva cessazione dell’attività. Il figlio Sergio infatti, ha raggiunto il traguardo della meritata pensione e figli e nipoti hanno scelto, giustamente, la propria vita, intraprendendo percorsi professionali differenti. Quindi in mancanza di “eredi” a malincuore l’unica strada percorribile è stata quella della cessazione della professione.
Nel suo piccolo microcosmo il villaggio di Pavignano, come dappertutto rappresenta la rivoluzione – negativa – del commercio attraverso quel processo che viene definito il processo di “desertificazione”.
Nel momento del suo massimo splendore, per tantissimi anni nel villaggio erano presenti due supermercati, una parrucchiera, un negozio di frutta e verdura, una macelleria, una merceria, un bar e anche un bar-ristorante pizzeria oltre al barbiere, appunto. Poi, come è accaduto dappertutto, come accade oggi e come accadrà anche domani, poco alla volta le attività commerciali del quartiere hanno chiuso i battenti. Oggi quelle rimaste a presidiare il villaggio sono appena due, il bar e il negozio di frutta e verdura, null’altro. Nel corso degli anni il quartiere ha perso abitanti riducendo la domanda in tutti i settori, le persone sono invecchiate cambiando abitudini, il commercio è diventato 4.0, tutto o quasi può essere ordinato on line, la concorrenza dei centri commerciali, l’aumento di bollette e tasse ecc ecc. hanno fatto sì che la remunerazione economica delle piccole attività non sia più sufficiente rispetto all’impegno profuso.
Così la chiusura è la soluzione obbligata.
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