Seguici su

Attualità

Le case di riposo sono chiuse alle visite, gli anziani possono videochiamare i parenti

Pubblicato

il

Le case di riposo sono chiuse alle visite, gli anziani possono videochiamare i parenti

La lotta al coronavirus passa anche dalle case di riposo e, inevitabilmente, dagli anziani, tra le fasce di popolazione più a rischio in quest’emergenza. A loro e alle famiglie è stato chiesto un grande sacrificio, evitare il contatto diretto al fine di scongiurare qualsiasi rischio di contagio. Proprio per ovviare a questa problematica diverse strutture biellesi, chiuse ai visitatori ormai da fine febbraio, si sono già attrezzate predisponendo videochiamate con i parenti.
«Si tratta di una situazione delicata, la preoccupazione c’è ed è tanta ma per fortuna tutti i nostri anziani stanno bene – spiega Paola Zago, direttrice dell’Oasi di Chiavazza – In questo momento è fondamentale evitare qualsiasi tipo di imprudenza che possa mettere in pericolo la loro vita. Il personale ha provveduto quindi a spiegare agli ospiti le nuove norme ed i motivi per i quali non possono più vedere i familiari, ottenendo riscontri positivi. Le videochiamate sono uno strumento importante per mantenersi in contatto e per cercare di sdrammatizzare. Gli anziani autosufficienti hanno capito l’emergenza, non si lamentano, anzi apprezzano di poter vedere i loro cari, anche se tramite uno schermo, e di scambiarsi pensieri e racconti. Gli ospiti non autosufficienti rimangono ogni volta molto stupiti di incontrare “virtualmente” la famiglia. E’ bello vedere nei loro occhi stupore ed emozione. Non mancano, comunque, le difficoltà di organizzazione. I nostri ospiti sono un centinaio e per rispettare le distanze minime di sicurezza abbiamo predisposto un’apposita sala dove effettuare le videochiamate, uno alla volta. Lo stesso discorso vale per la gestione degli ambienti comuni, che non sono enormi. Per questo motivo abbiamo pensato di trasformare i soggiorni in sale da pranzo, così da ottimizzare gli spazi e rispettare tutte le norme».
E per quanto riguarda gli altri provvedimenti adottati? «Come si è detto la maggior parte delle case di riposo è chiusa alle visite dei parenti già dalla fine di febbraio – prosegue Zago – I direttori sanitari hanno la facoltà di accordare un permesso speciale solamente in casi particolari, ferme restando tutte le precauzioni del caso. Tutto il personale è competente ed accuratamente istruito: Oss, infermieri, medici, fisioterapiste ma anche l’animatrice e coloro che operano in cucina, lavanderia e segreteria si attengono scrupolosamente alle norme igienico-sanitarie ed utilizzano dispositivi di protezione, nonostante la fatica a reperirli e i prezzi altissimi che hanno assunto, gli amministrativi salgono ai piani solamente se indispensabile, mantenendo debita distanza dagli ospiti. Vengono effettuate continue disinfezioni accurate in tutti gli ambienti e quotidianamente viene rilevata a tutti gli anziani la temperatura corporea. In questo modo ci auguriamo di prevenire qualsiasi contagio. In caso si presentasse una situazione d’allerta provvederemo immediatamente ad isolarla».
Alle sue parole fanno eco quelle dell’Amministrazione della casa di riposo Cerino Zegna. «Ci atteniamo con grande attenzione e rigore a tutte le disposizioni del Governo nelle tre sedi di Occhieppo Inferiore, Lessona e Mongrando – è il commento – Non potendo ricevere visite anche noi ci siamo attrezzati con Skype e con le videochiamate, a seconda dell’autosufficienza degli ospiti e della dotazione tecnologica delle famiglie, per cercare di riportare un po’ di quotidianità in questo periodo particolarmente complesso. Iniziativa che ha riscosso il favore degli anziani ma anche dei parenti che hanno compreso l’emergenza e, per questo, ci ringraziano».

Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *