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E’ giusto intitolare una via di Biella a Gustavo Buratti

Un articolo di Marziano Magliola

Caro Direttore, sottoscrivo volentieri la proposta di intitolare una via a Gustavo Buratti – Tavo Burat, avanzata da “La Biella che piaceVa”. Gustavo fu uno dei pochi personaggi colti che ho conosciuto, colpevolmente messo ai margini soprattutto dall’ambiente dal quale proveniva. Non lo capivano, i più benevoli, forse, lo compativano. Un borghese che interpretava le preoccupazioni dei più deboli, legato alle tradizioni di un popolo e alla conservazione di una lingua, il Piemontese, troppo spesso degradata al rango di dialetto.

Lo testimoniano i suoi libri, i suoi discorsi, i suoi scritti sulle riviste che lo ospitavano. Un amore per la libertà, espressa attraverso lo studio della figura di Fra Dolcino, il grande eresiarca messo al rogo dall’oscurantismo del tempo. Lottava per un’Europa che ci liberasse dai nazionalismi. Anche di questi argomenti parlavamo con Gustavo. E quante discussioni sulla Monarchia Socialista, altro tema che riempiva le nostre serate nella sede dell’Umi di via Cerino Zegna!

Utopica visione, per noi Italiani, di un mondo che altrove, nella civilissima Europa del nord, è sinonimo di progresso, rispettoso delle libertà individuali e dell’ambiente. Storie e destini diversi dall’Italia, che non ci impedivano, allora, di sognare. Libertà e Giustizia, binomio inscindibile, che Gustavo predicava negli incontri con i giovani discepoli. La politica ci ha dispersi, non i valori, non il suo insegnamento.
Sì, Gustavo merita l’intestazione di un toponimo, di una biblioteca, di una piazza. Se ne faccia carico l’Amministrazione. La sostengano i biellesi, tutti, a prescindere dalle loro idee politiche.

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