AttualitàBiella
Caso Zappalà. Ravinale (AVS): “Vittimismo di Fratelli d’Italia non ha limiti”
La consigliera regionale di Avs dopo l’episodio di via Italia e il documento presentato da Fdi in consiglio regionale: “Capovolgono la realtà”
Caso Zappalà. Ravinale (AVS): “Vittimismo di Fratelli d’Italia non ha limiti”.
“Ci sembrava normale, dopo l’episodio ripreso dalle telecamere di via Italia a Biella, stigmatizzare la condotta del collega Zappalà, che ha letteralmente messo le mani addosso a un passante, e ribadire che la violenza, tanto più se fisica, non dovrebbe far parte del comportamento di un rappresentante delle istituzioni. Tanto più in un contesto dove erano presenti svariati agenti di polizia, che avrebbero pertanto potuto intervenire laddove vi fosse davvero stata una minaccia al collega senza che lo stesso dovesse difendersi da sè da una presunta – e smentita dal video – minaccia.
Ma il vittimismo e la propaganda di Fratelli d’Italia non hanno limiti.
Così, questa mattina hanno avuto il coraggio di presentare in aula con un documento che capovolgeva completamente la realtà: il passante diventava “un estremista”, le parole dello stesso “violenza verbale”, l’aggredito diventa “aggressore” e Zappalà diventa nientemeno che la povera vittima a cui il Consiglio avrebbe dovuto prestare la propria solidarietà.
Certo a tale sequela di menzogne non si poteva dare spazio in sede istituzionale, motivo per cui la discussione non si è svolta. Sarà la giustizia a fare il suo corso.
Noi prediamo atto che Fratelli d’Italia non prova un minimo di vergogna e che la loro ipocrisia è massima: passano il tempo a urlare contro presunti “violenti”, e poi sono loro i primi a non farsi alcun problema a utilizzare la violenza come metodo di confronto politico.
Ma il vittimismo e la propaganda di Fratelli d’Italia non hanno limiti.
Così, questa mattina hanno avuto il coraggio di presentare in aula con un documento che capovolgeva completamente la realtà: il passante diventava “un estremista”, le parole dello stesso “violenza verbale”, l’aggredito diventa “aggressore” e Zappalà diventa nientemeno che la povera vittima a cui il Consiglio avrebbe dovuto prestare la propria solidarietà.
Certo a tale sequela di menzogne non si poteva dare spazio in sede istituzionale, motivo per cui la discussione non si è svolta. Sarà la giustizia a fare il suo corso.
Noi prediamo atto che Fratelli d’Italia non prova un minimo di vergogna e che la loro ipocrisia è massima: passano il tempo a urlare contro presunti “violenti”, e poi sono loro i primi a non farsi alcun problema a utilizzare la violenza come metodo di confronto politico.
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Bb68
24 Giugno 2026 at 9:40
Zappalà e i suoi mafiosetti che lo sostengono lo ripeto è un essere per me ignobile piccolo uomo così piccolo che si sente grande gonfia il petto pensa di essere il podestà di biella ,come maggior parte di fratelli d Italia, siamo abituati a sentire solo menzogne da loro a livello locale e anche nazionale , speriamo che spariscono dalla politica ci vuole una nuova rivoluzione culturale