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“All’Asl Biella sei direttori sanitari in cinque anni”
«La risposta ricevuta dalla Giunta regionale alla mia interrogazione sugli avvicendamenti ai vertici sanitari dell'ASL di Biella mi lascia sinceramente perplessa e, per certi versi, anche preoccupata». Così la consigliera regionale Emanuela Verzella commenta la risposta fornita in Consiglio regionale dall’Assessore alla Sanità Federico Riboldi.
«Da mesi raccolgo segnalazioni, osservazioni e preoccupazioni provenienti da operatori e cittadini riguardo alla continua rotazione delle figure apicali dell'azienda sanitaria biellese. Nella mia interrogazione ho semplicemente evidenziato un dato oggettivo: sei direttori sanitari in meno di cinque anni, oltre a numerosi altri avvicendamenti in ruoli strategici. Mi sarei aspettata una riflessione sul fenomeno e sulle sue cause. Invece la risposta della Regione sembra sostenere una tesi curiosa: nonostante tutti questi cambiamenti, i risultati dell'ASL sarebbero eccellenti e gli avvicendamenti non avrebbero alcuna conseguenza negativa».
«Se il ragionamento è questo – prosegue Verzella – allora viene spontanea una domanda,
naturalmente ironica ma non troppo: se l’ospedale e l’ASL funzionano perfettamente indipendentemente da chi occupa i ruoli di direzione sanitaria, se i professionisti arrivano e se ne vanno senza che nulla cambi, se la qualità dell'assistenza resta immutata a prescindere dalle persone che guidano l'organizzazione, a cosa serve allora una direzione sanitaria stabile? E, spingendo il ragionamento alle sue estreme conseguenze, a cosa servirebbe persino un direttore generale?».
«Ovviamente non è così. Io continuo a ritenere che le persone contino, e molto. Contano le competenze, conta la capacità di programmare, conta la continuità gestionale, conta la
valorizzazione delle professionalità interne. Per questo motivo considero poco rassicurante una risposta che sembra quasi normalizzare una situazione che normale non è».
La consigliera sottolinea inoltre come la stessa Regione abbia confermato che diversi dirigenti hanno lasciato Biella per assumere incarichi prestigiosi in altre aziende sanitarie. «Sono felice per loro e ne riconosco il valore professionale. Ma il problema resta: perché a Biella si continua a registrare una tale frequenza di partenze e sostituzioni? È una domanda che merita una risposta più approfondita di un semplice “va tutto bene”».
«La mia preoccupazione non riguarda le singole persone, alle quali rivolgo sempre il massimo rispetto e i migliori auguri di buon lavoro. Riguarda invece la tenuta organizzativa di un’azienda sanitaria che deve affrontare sfide enormi: il nuovo Piano socio-sanitario regionale, la gestione
delle liste d’attesa, le difficoltà di reclutamento del personale e gli equilibri di bilancio. In una fase così delicata servirebbero stabilità, programmazione e chiarezza. Per questo continuerò a monitorare con attenzione la situazione dell’ASL di Biella nell'interesse dei cittadini e degli operatori sanitari».
L’interrogazione presentata dalla consigliera evidenziava infatti il susseguirsi di sei direttori sanitari e di ulteriori avvicendamenti in posizioni apicali dell'azienda sanitaria biellese, chiedendo alla Regione quali iniziative intendesse assumere per garantire una direzione sanitaria stabile e
valorizzare le professionalità interne.
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