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Adunata: a Rifondazione Comunista non piace l’inno degli alpini
“L’evento si sta qualificando ogni giorno di più come propaganda militarista”

Adunata: a Rifondazione Comunista non piace l’inno degli alpini
Adunata: a Rifondazione Comunista non piace l’inno degli alpini
Di seguito l’intervento della Segreteria di Rifondazione Comunista Biellese Lucietta Bellomo e Giacomo Pagliero.
“La adunata nazionale degli Alpini a Biella si sta qualificando ogni giorno di più come propaganda militarista, guerrafondaia e patriarcale. In linea con i venti di guerra che soffiano sempre più forti. Una moltitudine di persone si illuderà di partecipare ad una festa popolare. In realtà tutte saranno oggetto della pervasiva campagna militarista. Che da tempo invade Scuole di ogni grado e piazze , non ultima la piazza del Re Arm Europe a Roma riprodotta a Biella. Travestita da unità e orgoglio Europeo.
L’inno
Il lato oscuro che di fatto percorre la manifestazione di Maggio è sintetizzato nell’ irricevibile inno “Di qui non si passa”. Opera di autori Biellesi. Presentata come omaggio all’evento ,ma che ne diventa la cifra. Cancellando tra l’altro qualunque altro eventuale ruolo svolto in tempo di pace. Il testo risuona e riprende in parte la nota “Leggenda del Piave “con tanto di nemici ai confini e finisce addirittura col magnificare il contributo “ per la giustizia” dell’arma nella invasione nazifascista della Unione Sovietica dove a migliaia soldati e gli stessi Alpini furono mandati al macello da Mussolini agli ordini di Hitler. Non è ormai limite al deliberato stravolgimento della Storia e allo sdoganamento di pericolose espressioni belligeranti e reazionarie . Gli autori poi non disdegnano un affondo coloniale citando “il sole della Libia” ed un finale patriarcale secondo il quale l’arruolamento delle donne porterebbe “grazia” nel corpo militare. Per noi non c è grazia ad andare in guerra . La guerra resta la espressione massima del Patriarcato la cui essenza è dominio, oppressione e violenza e dove semmai le donne sono bottino di guerra di tutti gli eserciti .e dove il prezzo più alto è pagato dalla popolazione civile. Rifondazione Comunista Biellese da sempre si oppone alla militarizzazione del territorio , strisciante nella propaganda o esplicita che sia .,come di fatto avviene nella servitù militare in Baraggia dove proprio in questi giorni si svolgono massicce esercitazioni. Rivendichiamo, fortunatamente non da soli , il ripudio della guerra scritto e scolpito nell’ Articolo 11 della Costituzione nata dalla Resistenza al regime nazifascista e non abbiamo nessuna intenzione di sostenere confini armati contro le persone migranti , caso mai l’inno ” Di qui non si passa” si volesse destinare anche a loro..
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Spillo
2 Aprile 2025 at 13:44
Parole giuste, le guerre non le vorrebbe nessuno, ma purtroppo sono cose dettate da interessi di Stati e alla popolazione, restano poche alternative, oggi con i giovani “molli” la resistenza la vedo poco probabile. Trovo che incominciare ad avvertire che siamo agli sgoccioli, non sia male, serve a preparare chi sarà chiamato alle armi.
Ardmando
2 Aprile 2025 at 21:19
Meno contano politicamente e più si rendono ridicoli. Ecco un’altra occasione persa per stare zitti e fare più bella figura, da parte di un partitucolo che non ha NESSUN peso nella vita politica del Paese (per fortuna).
Ci mancavano questa polemica RIDICOLA a quella altrettanto RIDICOLA di qualche esponente della sinistra woke che sosteneva che l’Inno di Mameli non è INCLUSIVO. Vien proprio da dire che certe persone sono fortunate che le cose in Italia vanno bene e che quindi costoro hanno del gran tempo da perdere.
Bruno
3 Aprile 2025 at 9:55
se l Italia va bene lo vede solo Armando stipendi da fame rincari famiglie che non arrivano a fine mese ma abbiamo le polemiche sul coro