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Acqua, l’oro blu

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Tanti soldi, poca sanità

BIELLA – Il 22 marzo si è celebrata la giornata mondiale dell’acqua. Nel mondo, oggi, una persona su tre oggi non può usufruire di acqua pulita e la previsione del futuro non è rosea, visto che, senza interventi efficaci, si stima che entro il 2050 circa 5  miliardi di persone potrebbero avere problemi legati alla carenza d’acqua.

La crisi idrica genererà sull’acqua un interesse economico crescente e per alcuni è, e sarà l’investimento del futuro. Qualcuno come il Consorzio di Bonifica si è “portato avanti” da decenni.
Nel Biellese non siamo immuni da questa emergenza: nella nostra rete idrica si perde un litro d’acqua ogni cinque, ovvero il 20% di quella potabile non raggiunge il rubinetto.
Presso l’Istituto Scientifico Mosso dell’Università di Torino situato nel cuore del Monte Rosa, si studiano bacini di raccolta degli imponenti volumi d’acqua che deriveranno dallo scioglimento dei ghiacciai, sia per evitare sciagure nelle valli, sia per preservare la risorsa idrica.

Occorrono fondi e lungimiranza, lavorare sulla riduzione degli sprechi è una necessità di oggi per scongiurare un’emergenza peggiore domani.
Non servono opere ciclopiche, come la nuova diga sul Sessera che potrebbe essere costruita con il miliardo, derivante dal Recovery Plan, promesso dalla Regione. Servono invece interventi capillari su un sistema di distribuzione e gestione dell’acqua che va ripensato.

Vittorio Barazzotto

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