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“La salute prima di tutto”, 60 persone si sono rivolte agli specialisti dell’Asl

Circa 60 persone, giovedì 4 giugno, si sono rivolte agli specialisti dell’ASL di Biella per chiedere informazioni sul funzionamento e sulle patologie della tiroide, nell’ambito del ciclo di incontri “La salute prima di tutto”

Circa 60 persone, giovedì 4 giugno, si sono rivolte agli specialisti dell’ASL di Biella per chiedere informazioni sul funzionamento e sulle patologie della tiroide, nell’ambito del ciclo di incontri “La salute prima di tutto”

Circa 60 persone, giovedì 4 giugno, si sono rivolte agli specialisti dell’ASL di Biella per chiedere informazioni sul funzionamento e sulle patologie della tiroide, nell’ambito del ciclo di incontri “La salute prima di tutto”, organizzato da “Gli Orsi”, proprio in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale, per informare i cittadini e sensibilizzarli sulle patologie più comuni.

Per l’occasione, presso lo stand allestito all’interno del centro commerciale, erano presenti gli endocrinologi Anna Nelva, Roberta Poli, Luigi De Mitri e il dirigente medico dell’Otorinolaringoiatria, Gianluca Averono,

L’appuntamento rientrava nell’ambito della “Settimana Mondiale della Tiroide”, che si è svolta dal 18 al 25 maggio scorsi.

Le patologie della tiroide possono svilupparsi per carenza di iodio nell’organismo, condizione che può portare ad un malfunzionamento di questa ghiandola e al conseguente sviluppo di malattie, più o meno gravi, trattabili con terapie sia farmacologiche sia chirurgiche. Quando la tiroide non riesce a produrre ormoni a sufficienza si parla di ipotiroidismo; quando la produzione è eccessiva si parla di ipertiroidismo. Si stima che una donna su dieci soffra di ipotiroidismo e che due donne su cento soffrano di ipertiroidismo. Con l’ecografia, si trova un nodulo della tiroide in circa una donna su due.

All’Ospedale degli Infermi esiste un Gruppo Interdisciplinare Tiroide (GIT) composto da tutti gli specialisti che si occupano di tiroide e delle patologie ad essa correlate, comprese quelle tumorali.

Il GIT è nato e si riunisce su base volontaria per il desiderio dei medici che ne fanno parte, compresi i Medici di Medicina Generale, di contribuire ad individuare processi diagnostici e terapeutici che favoriscano tempestività ed efficacia delle prestazioni al paziente, oltre ad ottimizzare l’uso delle risorse e promuovere l’aggiornamento disciplinare.

Si ricorda, infine, che il “degli Infermi” dell’ASL di Biella è stato riconosciuto dalla Rete Oncologica Piemonte – Valle d’Aosta come uno degli otto centri di riferimento per la gestione del carcinoma anaplastico della tiroide, insieme agli ospedali di Alessandria, Aosta, Cuneo, Novara, “Gradenigo”, “Mauriziano” e “Molinette” di Torino.

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