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Guerra al fumo: sempre più biellesi vogliono smettere

Se livello nazionale dove cresce il consumo di sigarette in particolare tra le donne, nel Biellese aumenta il numero di coloro che si rendono conto dei mali provocati dal tabagismo e si rivolgono alle strutture pubbliche per farsi curare.

Se livello nazionale dove cresce il consumo di sigarette in particolare tra le donne, nel Biellese aumenta il numero di coloro che si rendono conto dei mali provocati dal tabagismo e si rivolgono alle strutture pubbliche per farsi curare.

Se livello nazionale dove cresce il consumo di sigarette in particolare tra le donne, nel Biellese aumenta il numero di coloro che si rendono conto dei mali provocati dal tabagismo e si rivolgono alle strutture pubbliche per farsi curare. Secondo i dati resi noti dall’Asl in occasione della “Giornata Mondiale Senza Tabacco” in programma domani, nel 2013 i pazienti trattati attraverso l’ambulatorio Tabagismo che l’Azienda ha attivato presso il Ser.T di Cossato sono stati 84 ma nel 2014 sono saliti a 96  (53 uomini e 43 donne) l’anno successivo.

«Generalmente – spiega Cornelia De Marchi,  responsabile dell’ambulatorio – rimangono molto a lungo in trattamento, anche per più di un anno, i pazienti gravati da patologie in comorbilità, soprattutto respiratorie e/o psicopatologiche. I dati epidemiologici confermano che soprattutto queste patologie determinano la maggiore gravità del Disturbo da Uso di Tabacco e la maggiore resistenza ai diversi trattamenti di cui il servizio sanitario dispone per la cessazione del fumo».

Nei primi mesi del 2015 è stato osservato un incremento delle richieste di intervento, tanto che nel solo mese di aprile scorso sono stati valutati in prima visita ben 12 nuovi pazienti.

«L’impressione, che si ricava dai dati epidemiologici del nostro territorio, è che i cittadini stanno diventando sempre più consapevoli della gravità del proprio disturbo da uso di tabacco e, conseguentemente, si pongono di fronte al servizio sanitario come soggetti bisognosi di cure per la patologia cronica da cui sono afflitti», conclude De Marchi.

I professionisti del servizio sanitario devono essere altrettanto consapevoli della diffusione epidemica di questa patologia cronica ed è anche per questo motivo che l’Azienda Sanitaria Locale di Biella da alcuni anni realizza iniziative di sensibilizzazione rivolte sia agli utenti sia agli operatori. Tra queste si ricordano: l’attivazione di un corso per agenti accertatori, con l’obiettivo di limitare il consumo di sigarette negli spazi aperti prospicienti le aree sanitarie del nuovo presidio, sia da parte degli operatori sia degli utenti; il potenziamento della cartellonistica interna all’ospedale, non solo con messaggi di divieto, ma anche con comunicazioni di tipo educativo nell’ambito di un progetto regionale dal titolo “In Rete per un ambiente sanitario libero dal fumo”; la “peer education”, ossia l’educazione tra pari per combattere il tabagismo tra gli adolescenti, con il coinvolgimento diretto degli Istituti di Istruzione Secondaria; l’attivazione di percorsi di cambiamento dello stile di vita per persone affette da malattie correlate al fumo, tra cui cancro, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie.

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