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Politica

L’Europa è l’unica speranza per i nostri figli

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“Solo in Europa e con l’Europa potremo garantire pace, libertà, indipendenza, sviluppo. Nessun Paese europeo da solo si salverà in questo secolo”

Senatore, l’impressione è che questa sia una campagna un po’ fiacca. Concorda? Da cosa dipende?
Lo è sicuramente, ma sta cambiando il modo di fare le campagne elettorali. Stanno diventando solo mediatiche, manca il contatto vero con la gente.  C’è poi un grande problema democratico. La cosiddetta par condicio è un falso d’autore. Non c’è. Anche voi giornali fate fatica a garantirla. I costi della pubblicità sono impossibili e le strutture di partito che c’erano una volta non ci sono più. C’è una grande questione democratica da affrontare nell’era digitale. Il web non basta a garantire l’accessibilità alla conoscenza delle persone, delle loro idee, dei loro programmi. Ma chi non ha soldi per fare pubblicità o non è un “figurino” tale da poter essere invitato ai talk show o immanicato con qualche “vestale” del sistema radiotelevisivo, fa molta fatica a far passare il suo messaggio. Io sto facendo una campagna molto all’antica; al termine di questo tour avrò avuto più di 100 incontri, convegni, manifestazioni, dibattiti e avrò fatto 12.000 km. Non credo che spenderò più di 15/20.000 euro. Sono curioso di veder come va a finire.

Crede che tutte le polemiche sull’euro e sulla Germania abbiano fatto disinnamorare gli italiani rispetto all’Europa?
Agli italiani non è stata raccontata la verità negli ultimi 15/20 anni. Non gli è stato detto che non si poteva vivere di debiti, di illegalità diffuse, di svalutazione e inflazione, di evasioni, di trucchi e trucchetti. Non gli è stato detto che partecipare a una comunità di 500 milioni di persone che vogliono rimanere la prima economia del mondo comporta il dover adeguare le proprie strutture economiche, migliorare la pubblica amministrazione, ridurre la spesa pubblica e riqualificarla, rendere la Giustizia più giusta e veloce, realizzare le grandi infrastrutture materiali (ferrovie, porti, energia) e immateriali (internet ovunque) che consentono a un Paese di reggere la sfida.
Chi è stato a Roma in questi 20 anni e ha governato ha colpe enormi rispetto ai ritardi del Paese. E’ stato più facile raccontare loro che la Germania comanda e che l’euro è la causa di tutti i mali che ammettere di aver portato il Paese sull’orlo del baratro! L’euro, invece, ha ridotto al minimo l’inflazione, che è stata negli anni ’80 e ’90 una tassa   fissa esosa sui redditi fissi e sui risparmi dei lavoratori e dei pensionati, e i tassi d’interessi sul debito. Avremmo 500 miliardi di debito in più senza euro! Uscire dall’euro è una follia.

Lei si candida davvero con l’intenzione di andare a Strasburgo o la sua è una candidatura di servizio?
Abbiamo deciso che i “vertici” di Scelta Civica mettessero la faccia in questa battaglia esiziale non solo per Scelta Europea, la nostra lista, ma per l’Italia e per l’Europa, per raccontare l’altra Europa, quella della sfida dell’efficienza, dell’innovazione, della competitività. Abbiamo quindi deciso di candidare uno dei Capigruppo e il Segretario politico, cioè il sottoscritto e Stefania Giannini che è anche Ministro dell’Istruzione, Ricerca e Università. Io se sarò eletto andrò, quindi, a Strasburgo/Bruxelles.

Lei che nel parlamento europeo ha passato diversi anni, crede ancora ciecamente in questa Europa?
Sì, ci credo. E’ l’unica vera speranza per i nostri figli. Solo in Europa e con l’Europa potremo garantire pace, libertà, indipendenza, sviluppo. Nessun Paese europeo da solo si salverà in questo secolo. Ma l’Europa è una grande incompiuta. Ci vuole uno Stato federale europeo! Così com’è non è più in grado di reggere la sfida di un mondo che spinge. E se è una grande incompiuta la colpa è dei Governi nazionali che non vogliono cedere più poteri agli “Stati Uniti d’Europa” per affrontare le sfide del mondo. Per reggere la sfida di USA, Cina, India, Russia, Brasile, ci vuole l’Europa. Noi non abbiamo futuro fuori da una solidarietà europea. Il sogno di un’Europa federale, ambito di pace, giustizia, progresso e libertà resta ancora il sogno a cui guardare. Ma come tutti i sogni bisogna avere forza e capacità di renderlo concreto. Occorre costruire accanto al sogno europeo, l’Europa “che conviene”, quella che affronta i nodi che i singoli Stati da soli non ce la fanno a sciogliere.

Quali sono  i temi portanti della sua campagna elettorale?
Il completamento del disegno federale europeo, Ci vuole una nuova convenzione per realizzarlo. Una politica industriale europea che ponga le basi per un rilancio del manifatturiero; la reciprocità nel commercio mondiale; la tutela delle indicazioni di origine e della tracciabilità (made in) dei prodotti agricoli e industriali; la regolazione severa dei mercati finanziari; una politica energetica comune sia sulle fonti che sui costi; più fondi alla ricerca ed Erasmus universale per gli studenti.

Ci dice qualcosa anche di Regione e Comune di Biella. Che risultato auspica?
Io auspico un cambiamento netto rispetto a questi ultimi anni. Una vera e propria cesura con la rassegnazione e la depressione che ha caratterizzato l’amministrazione di Biella e il malgoverno che ha regnato a Torino. Una cesura però che non può essere rappresentata solo da chi fa della protesta contro il sistema la sua bandiera. Noi dobbiamo scegliere il nostro Sindaco e il nostro Presidente di Regione, non “mandare un segnale a Renzi o all’Europa”!.

E abbiamo bisogno di un Sindaco e di un Presidente che sappiano voltare pagina. Come si sa io voterò Antonio Ramella Gal come Sindaco di Biella, per la sua storia personale, la sua identità, che sento anche mia, per la freschezza della sua proposta e per il gruppo che ha creato intorno a sé e voterò Sergio Chiamparino come Presidente della Regione perché è un vero riformista, ricco di ideali e di concretezza. Spero che i Biellesi capiscano la vera posta in gioco.

L’intervista a Gianluca Susta è pubblicata sulla Nuova Provincia di Biella in edicola oggi

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