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Dialogo immaginario tra un politico e un povero

«Buongiorno, sono disperato, sto cercando un posto sicuro per me e per la mia famiglia».

«Le diciamo subito che di assessorati non ne abbiamo più, di partecipate… Sa, partecipano in troppi e non sapremmo dove metterla».

«Ma non avete capito, io…»

«Aspetti: ha fatto le primarie?»

«Sì, anche le sec…»

«Molto bene! È già qualcosa da mettere sulla bilancia!».

«Ascolti, mi lasci parlare! Io ho una famiglia numerosa da…»

«Famiglia? Numerosa? Ma allora me lo poteva dire prima! Venga, si sieda!»

«Sa, i miei bambini…»

«Bambini? Hanno almeno 18 anni?»

«No, sono piccoli, non ho nemmeno la possibilità di farli…»

«Sì, sì, lo so. Di farli votare. Senta: lei cosa vuole veramente?»

«Mi basterebbe qualcosa da mangiare!».

«Ah! Ah! Ah! È una battuta, eh? Ascolti: io la vedrei bene in una lista civica che appoggia la lista civetta e che tolga voti alla corrente contrapposta alla linea principale».

«Ma io non ho neppure più la corrente!»

«Appunto. Gliela diamo noi una bella corrente per lei e la sua famiglia!».

«Finalmente cominciate a capire le mie necessità! E quando potete aiutarmi per la corrente?»

«Le lascio il numero di un nostro referente d’area».

«Enel?»

«No, ma il sig. Bianchi saprà fare luce sulle sue necessità».

«Comincio a sentirmi sollevato, in fin dei conti, allora, si può contare su qualcuno».

«Lei deve solo concentrarsi sulla campagna e non pensare ad altro».

«È sempre stato il sogno della mia vita la campagna…».

«E fino a quando potrò dedicarmi ad essa?».

«Fino a maggio, poi la richiameremo appena ce ne sarà un’altra».

«Allora, caro signore, ha capito tutto? Di tetti per ora non ne abbiamo, ma le possiamo dare una corrente, lei si impegni in campagna e poi vedremo».

«Speriamo bene, ero disperato. Ho addirittura pensato di vendere una parte del mio corpo per andare avanti, il rene».

«Ah! Ah! Ah! Lei è un uomo di spirito, mi piace. Per andare avanti, si ricordi, che almeno quella è l’unica parte del corpo che non serve».

«Io non so come ringraziarla… Vado a casa a dire a mia moglie che almeno domani riavremo la corrente».

«E non solo: ricordi a sua moglie del voto, eh?».

«L’ha già fatto. Alla Madonna».

Alberto Scicolone

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