BiellaSale & Pepe
Biella tra caffè e lavori sospesi
La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella
Un “caffè pagato” o “caffè sospeso” è un’antica tradizione napoletana in cui una persona paga due caffè al bar, ne consuma uno e lascia l’altro già pagato per un cliente successivo che non può permetterselo.
Diciamo che a Biella questo non succede quasi mai, nel rispetto di una vecchia tradizione che vede il vero biellese (per dirla simpaticamente alla Beppe Grillo) insegnare ai genovesi a lanciare i coriandoli con l’elastico. Un’esagerazione? Forse, tenuto conto che magari qui da noi si preferisce aiutare il prossimo con discrezione, nell’anonimato, come confermato dall’osservatorio della Fondazione CRB. Però è anche vero che in una città sempre più multietnica, per di in là con l’età anagrafica dei suoi cittadini, il caffè pagato rischia di diventare “un falso problema”, retaggio di vecchie abitudini che non appartengono ai tempi attuali. L’uso sempre più massiccio delle macchinette da caffè anche da parte dei nuovi biellesi, l’età che avanza che sconsiglia di berne troppi, sono fattori da tenere in debita considerazione.
Altro tema “scottante” (come il caffè) il commercio cittadino che fatica, che è sempre più in crisi rispetto alla grande distribuzione e per il quale qualcuno, da sinistra, chiede le dimissioni dell’attuale assessora Pisani. Che… Conad succederà ora? Credo poco o niente perché a mio giudizio la Pisani “non si tocca”. Nel senso che la crisi del commercio in città viene da lontano, ha padri diversi e di diverso colore politico. Se nel corso di questi anni è sorto un ipermercato… “Aldì, non è certo per colpa di chi oggi si trova a dover gestire questo stato di crisi, frutto anche di un cambio di abitudini e di modalità di concorrenza (su tutti il commercio on line) che non si può certo abolire per decreto.
Se firmi autorizzazioni “in serie” per far crescere sul nostro territorio strutture commerciali di grandi dimensioni, poi il conto da pagare per il negozio al piccolo dettaglio è inevitabilmente salato. Stesso discorso sul tema viabilità, dalla Pedemontana alle ferrovie, per cui siamo di nuovo a leggere di fantomatiche nuove riunioni finalizzate all’apertura del cantiere per il collegamento all’A26 o al progetto per l’elettrificazione della Biella Novara (per quest’ultima, a quanto si legge, mancherebbe ancora il progetto – in arrivo nei prossimi mesi – oltre agli stanziamenti che, da cinque milioni, sarebbero ora lievitati a decine di milioni di euro). Progetto a breve, Il Piemonte recupera 50 anni di ritardi, solo alcuni dei titoloni da libro dei sogni per le due opere: la realtà, la racconta bene Gilberto Pichetto, quando, sulla Pedemontana, ricorda di averne sentito parlare la prima volta nel 1975, quando era in Comune…
Una vita fa, insomma, segno che il Biellese isolato è il risultato di tanti fattori, ma ha anche delle precise responsabilità politiche che non hanno mai voluto guardare al di là del proprio naso e del proprio bacino elettorale. Dal caffè sospeso, ai lavori… sospesi per decenni il passo è breve e deve far riflettere sulla narrazione autocelebrativa (che continua ai giorni nostri) di questi ultimi cinquant’anni per Biella da parte della nostra classe politica. Solo chiacchiere e nulla più…
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.Bruno
20 Novembre 2025 at 17:14
infatti chiacchere e propaganda intanto biella è tagliata fuori da tutto , servizio zero politica zero capacità di governare zero parole tante propaganda tanta na fatti niente sempre la stessa storia
Spillo
21 Novembre 2025 at 13:11
Non è corretto, dare la colpa dei problemi agli attuali amministratori, (non teniamo conto del periodo Corradino, che per risanare non ha mai fatto nessuna spesa) ma negli anni passati Biella era di Sinistra, il risultato è lo stesso.
Ettore
20 Novembre 2025 at 18:24
Intanto sei solo un povero comunista morto di fame che blatera blatera blatera in modo sgrammaticato senza dire assolutamente nulla.
.Bruno
20 Novembre 2025 at 21:06
mi sa che a blaterare sei solo tu , drammatico destroide da strapazzo non hai dialoghi ripeti sempre le stesse cose un asino che raglia
Ettore
21 Novembre 2025 at 8:09
Mi sa che sei un coglione. Anzi, è una certezza.
.Bruno
21 Novembre 2025 at 11:54
l unica certezza che si ti guardi allo specchio sei quello che pensi degli altri