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Banche: più profitti e meno sportelli

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana

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E’ uno stillicidio lento ma inesorabile che prosegue ormai da dieci anni. Le banche sempre più chiudono i loro sportelli periferici e in Piemonte, secondo uno studio dell’Osservatorio della Cisl, su 1.180 comuni, sono ormai 550 quelli che non dispongono di uno sportello bancario. E’ una politica improntata esclusivamente su logiche di profitto e che da tempo ha preso le distanze da ogni logica sociale, che dovrebbe invece essere uno dei presupposti di un sistema bancario che deve tanta parte delle sue fortune passate ai risparmiatori.

Il problema della desertificazione bancaria mette in serie difficoltà soprattutto la popolazione più anziana, ma anche le aziende che agiscono su quei territori ora sprovvisti di sportelli che un tempo erano in grado di fornire consulenze ed ascolto ad intere comunità. Il progressivo tentativo di concentrare i servizi bancari, con relativi sportelli, nei centri più grandi risponde ad una logica urbana e metropolitana dissennata che vorrebbe concentrare ogni servizio nelle città e nei capoluoghi. Proprio mentre prende sempre più piede una lenta ma progressiva rinascita dei piccoli comuni, ove la vita è più vivibile e dove la presenza di servizi garantirebbe una riscoperta ed un rilancio di realtà che stanno ritrovando la loro identità.

E’ intuibile l’obiettivo di indurre gli utenti bancari (non più clienti ormai da tempo) ad un progressivo utilizzo del computer o del telefono cellulare per l’esecuzione di operazioni bancarie (si chiama home banking, lo so, ma cerchiamo di salvare quel che resta della nostra lingua italiana). Sono sistemi che semplicemente fanno svolgere a noi i compiti che dovrebbe svolgere l’impiegato allo sportello. Ma i costi delle commissioni rimangono a nostro carico. Ed allora, mi torna alla memoria una gag di Maurizio Crozza che a tal proposito ricordava: “…sarebbe come se noi ci facessimo un panino in casa con hamburger e salse e poi andassimo a portare due euro al McDonald…”.

Fingendo per altro di ignorare che in Piemonte si avvale di Internet il 62% della popolazione, lasciando scoperto il restante 38%. E così, di commissione in commissione, con i conti correnti ad interessi zero, le banche da anni incrementano i loro profitti facendoli diventare super profitti. Che però, se il Governo propone di tassare, scatena l’indignazione di tutto il sistema bancario nazionale. Confermandoci, se ancora fosse necessario, che oggidì chi comanda, anche sulla politica, è il sistema finanziario.

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1 Commento

1 Commento

  1. GiantaX

    19 Febbraio 2026 at 16:29

    Esodo 22:25: “Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: non gli imporrete interesse.”
    ​Levitico 25:35-37: “Se il tuo fratello, qui accanto a te, decade nell’indigenza […] non gli presterai ad interesse né gli darai i tuoi viveri per ricavarne un’usura.”
    ​Deuteronomio 23:19-20: “Non presterai ad interesse al tuo fratello […] Ma allo straniero potrai prestarlo ad interesse.”
    ​Ezechiele 18:8,13: Condanna chi “presta ad usura ed esige interessi” come causa di morte spirituale.
    ​Salmi 15:5: L’uomo giusto “non dà il suo denaro a usura.”
    ​Luca 6:34-35: “Prestate senza sperarne nulla.”
    ​Parabola dei talenti (Matteo 25:27; Luca 19:23): Gesù approva affidare denaro ai banchieri per interessi (commercio).

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