Biella
Oropa milionaria
La nuova versione de “Il Dardo”, la rubrica di Guido Dellarovere

Come annunciato qualche mese fa, sono arrivati dal Ministero della Cultura i primi sette milioni di euro per opere di sistemazione e ammodernamento del Santuario di Oropa.
E qui va un plauso a chi promise che i fondi sarebbero arrivati entro l’anno e, in effetti, così è avvenuto. Non cito volutamente nome e cognome di chi è stato l’autore ed il regista di questa operazione per non esser bollato come suo addetto stampa, ma sappiamo tutti di chi si tratta.
Chissà cosa staranno pensando i soliti scettici di sinistra che nei mesi scorsi avevano riempito pagine di giornali per mettere in dubbio l’arrivo dei finanziamenti, definendo un’inutile passerella politica la visita a Oropa dell’allora ministro Sangiuliano.
Il Santuario di Oropa è un complesso di una bellezza unica, un patrimonio culturale e religioso che ci viene invidiato da tutti e che spesso noi biellesi sminuiamo, vedendolo solo come un pozzo senza fondo di denari pubblici e non come un vero e proprio simbolo di biellesità, sia a livello religioso che come attrattiva turistica e culturale.
È un errore grossolano e in qualche modo ricco di malafede quando si dice che Oropa è dei Preti: Oropa è di tutti noi biellesi e lo dimostra il fatto stesso che chi ne amministra il Santuario non è solo la componente prettamente ecclesiastica, ma un consiglio d’amministrazione composto per metà dall’espressione del mondo religioso e per l’altra metà dall’Amministrazione cittadina.
Oropa è di tutti, credenti o meno, e quando c’è la possibilità di ricevere dei fondi per fare dei miglioramenti considerevoli dovremmo essere tutti contenti e grati. Smettiamola, quindi, con l’invidia e con la corsa a voler individuare a tutti i costi progetti alternativi su cui sarebbe stato meglio investire, pur di denigrare la bontà del finanziamento milionario arrivato al Santuario, come stanno facendo i soliti leoni da tastiera.
Come previsto sono tornate in auge anche le solite vecchie idee a corredo del Santuario, una tra tutte il ripristino del vecchio trenino che portava i fedeli ai piedi della Madonna Nera nella prima metà del ‘900, opera ciclopica, a parer mio d’affetto sentimentale ma assolutamente inutile per la valorizzazione del sito oropense: il trenino, già ai suoi tempi, non era un’attrazione turistica, bensì un indispensabile mezzo di trasporto per i fedeli, l’automobile era un lusso per pochi, diversamente da oggi.
Le critiche hanno sempre un comune denominatore, ossia la gelosia politica e la consapevolezza di non essere stati capaci a far meglio, di non essere stati in grado di portare somme così importanti sul nostro territorio: parliamo di 17 milioni in tre anni. Mai successo prima.
Ora non resta, ovviamente, che usarli bene, cercando di valorizzare al meglio gli investimenti economici, con l’obiettivo di rendere Biella e tutto il Biellese orgoglioso di avere alle spalle una politica forte che è riuscita a mantenere la promessa fatta prima ancora che iniziasse la campagna elettorale, in tempi peraltro non sospetti. Quella politica che, insieme agli amministratori del Santuario, sarà sicuramente ricordata per aver reso il complesso della Conca di Oropa ancora più moderno, bello e attrattivo. Chi oggi critica, provi piuttosto a far meglio.
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Soniaganz
23 Dicembre 2024 at 11:48
ma va’ a let…..se contassimo tutti i soldi dati a oropa ci sarebbero 2 duomo di milano e anche i margari andrebbero in giro in bentley..
Ardmando
24 Dicembre 2024 at 8:15
Eh si aspettavo proprio il commento del solito ignorante illetterato che purtroppo è libero di scrivere castronerie. Un appunto però all’articolo: il treno Biella-Oropa. E’ profondamente sbagliato dire che oggi non sarebbe una attrazione turistica perchè i tempi sono cambiati e c’è molto più interesse di un tempo per i servizi turistici. Ci sono molti esempi di treni turistici che riscuotono un grande successo di pubblico e quello che serviva Oropa sarebbe oggi fra di essi. Oropa è meta di pellegrinaggio solo in parte, in larga parte è meta turistica. Il problema è che in Italia non c’è alcun interesse ad investire in turismo, nonostante siamo la Nazione con più attrattiva in tal senso. Il turismo viene visto come un costo e il trasporto ferroviario uno spreco di denaro, tanto è vero che si sta facendo di tutto per demolire completamente il sistema ferroviario nazionale, partendo proprio dai servizi locali. Ora è chiaro che nessuno investirà mai un solo centesimo anche solo per proporre di ricostruire la Biella-Oropa e già questo è significativo. Venne eliminata (come il resto delle linee ferroviarie che servivano il biellese) per puro e semplice interesse di parte di chi all’epoca spingeva per l’adozione del trasporto su gomma (e si sa bene chi furono i criminali che portarono alla dissoluzione di tutte le linee ferroviarie e tramviarie del biellese). Non vedere i vantaggi della valorizzazione di un servizio tramviario Biella-Oropa è frutto della sin troppo diffusa miopia ed ignoranza in tema di turismo e di trasporto ferroviario. Altre Nazioni sanno fare molto meglio di noi pur avendo molto meno di noi in termini di attrattività turistica. Noi in Italia continuiamo a vivere di illusioni e di vorrei ma preferisco non fare.