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Ciaspole e trekking invernali: 5 itinerari facili nell’Oasi Zegna per godersi la neve

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Ciaspole da neve (© Depositphotos)
Ciaspole da neve (© Depositphotos)

Nel cuore della provincia di Biella, tra i comuni di Trivero, Bielmonte e Valle Mosso, si estende l’Oasi Zegna, un’area naturalistica di straordinaria bellezza che copre oltre 100 chilometri quadrati di montagne, boschi e alpeggi. Nata negli anni ’90 del secolo scorso grazie alla visione illuminata dell’imprenditore tessile Ermenegildo Zegna, che volle preservare e valorizzare il territorio montano dove aveva le sue radici e le sue fabbriche, l’Oasi rappresenta oggi un modello virtuoso di turismo sostenibile e rispetto ambientale.

In inverno, quando la neve ricopre i pendii e i boschi di faggi, abeti e larici, l’Oasi Zegna si trasforma in uno scenario da fiaba che attira appassionati di montagna da tutto il Nord Italia. A differenza delle più affollate località sciistiche alpine, qui si respira un’atmosfera autentica e tranquilla: sentieri che si snodano tra boschi silenziosi, panorami mozzafiato sulle Alpi piemontesi e valdostane (nelle giornate limpide si scorgono il Monte Rosa, il Cervino, il massiccio del Gran Paradiso), piccoli borghi montani dove il tempo sembra essersi fermato, rifugi accoglienti dove assaggiare la cucina tradizionale biellese.

La Panoramica Zegna, strada scenografica che collega Trivero al Santuario di Oropa passando per il Bocchetto Sessera, è l’arteria principale dell’Oasi. Lungo i suoi 60 chilometri si aprono numerosi punti di partenza per escursioni invernali di ogni difficoltà. In inverno la strada è percorribile con catene o pneumatici invernali, offrendo già dal finestrino dell’auto panorami spettacolari. Ma è scendendo dall’auto e infilando le ciaspole ai piedi che si entra davvero nel cuore pulsante di questo territorio magico.

Le ciaspole (o racchette da neve) sono attrezzi antichi, utilizzati da secoli dalle popolazioni montane per muoversi sulla neve fresca. Oggi sono diventate strumento per uno sport accessibile, democratico, che non richiede preparazione tecnica particolare né attrezzature costose. A differenza dello sci, che presuppone anni di apprendimento e capacità specifiche, camminare con le ciaspole è alla portata di chiunque sappia camminare: si imparano i movimenti base in pochi minuti e si può subito partire all’esplorazione. Questo rende le ciaspolate perfette per famiglie con bambini, gruppi eterogenei per età e preparazione fisica, persone che vogliono avvicinarsi alla montagna invernale senza investimenti proibitivi.

Oltre al fascino paesaggistico e alla facilità di pratica, le escursioni invernali con le ciaspole offrono benefici straordinari per la salute psicofisica. Camminare sulla neve con le racchette è un’attività aerobica completa che coinvolge tutto il corpo: gambe, glutei, addome, braccia (se si usano i bastoncini, sempre consigliati), sistema cardiovascolare e respiratorio. Il dispendio calorico è significativo, superiore a quello della camminata normale, perché il corpo deve lavorare di più per avanzare sulla neve e mantenere l’equilibrio. Un’ora di ciaspolata può bruciare 400-600 calorie a seconda dell’intensità e del terreno.

Ma i benefici vanno oltre quelli puramente fisici. Praticare sport all’aperto in inverno, immersi nella natura innevata, ha effetti potentissimi sull’umore e sul benessere mentale. L’esposizione alla luce naturale, anche in giornate nuvolose, aiuta a regolare i ritmi circadiani e a contrastare i disturbi affettivi stagionali tipici dell’inverno. Il silenzio del bosco innevato, il ritmo cadenzato della camminata, la bellezza dei paesaggi hanno effetto meditativo e antistress. La produzione di endorfine stimolata dall’esercizio fisico migliora naturalmente l’umore. Molte persone scoprono che dopo una ciaspolata si sentono rigenerate fisicamente e mentalmente, con energia nuova e prospettiva più positiva sulla vita.

Cinque itinerari per tutti nell’Oasi Zegna: dalla famiglia agli escursionisti esperti

L’Oasi Zegna offre decine di percorsi ciaspolabili di ogni difficoltà. Qui proponiamo cinque itinerari particolarmente belli e accessibili, adatti a chi si avvicina per la prima volta a questa attività ma anche a escursionisti più esperti che cercano uscite tranquille in famiglia o con amici. Tutti gli itinerari presuppongono condizioni invernali normali con neve sufficiente (generalmente da dicembre a marzo) e condizioni meteo stabili. È sempre consigliabile verificare le condizioni prima di partire e munirsi di abbigliamento adeguato.

  1. Anello del Mucrone (Bielmonte) – Difficoltà: facile – Durata: 2 ore

Punto di partenza: Bielmonte, località Moncerchio (parcheggio facilmente raggiungibile dalla Panoramica Zegna). Questo percorso ad anello di circa 5 km con dislivello minimo (circa 150 metri) è perfetto per famiglie con bambini e principianti. Si sviluppa attraverso ampie radure e boschi di conifere con vista sul massiccio del Mucrone. Il sentiero è ben segnalato, non presenta tratti esposti o pericolosi, e permette di godere appieno della magia del bosco innevato senza richiedere particolare allenamento. Lungo il percorso si incontrano baite abbandonate che in inverno sembrano illustrazioni di fiabe, punti panoramici dove fare pausa e scattare fotografie memorabili. Il ritorno al punto di partenza permette di fermarsi in uno dei rifugi di Bielmonte per un ristoro caldo e i piatti tipici biellesi.

  1. Piani di Marcio – Difficoltà: facile – Durata: 1,5-2 ore

Punto di partenza: Bocchetto Sessera (1370 m), raggiungibile in auto dalla Panoramica Zegna. I Piani di Marcio sono un vasto altopiano che in estate è alpeggio per il bestiame e in inverno diventa distesa candida perfetta per escursioni dolci. Il percorso si sviluppa su terreno sostanzialmente pianeggiante o con leggere ondulazioni, per circa 4 km andata e ritorno. È l’ideale per chi vuole godersi la camminata senza fatica, magari portando bambini piccoli o persone anziane ancora attive. Il panorama è aperto e magnifico: tutt’attorno le montagne biellesi, a nord la Valle d’Aosta con le sue vette imponenti. Il silenzio è assoluto, interrotto solo dallo scricchiolio della neve sotto i piedi. Nelle giornate di sole, questo itinerario regala emozioni indimenticabili con poca fatica.

  1. Rifugio San Bernardo da Bielmonte – Difficoltà: media – Durata: 3 ore

Punto di partenza: Bielmonte. Questo percorso più impegnativo (circa 6 km solo andata, 400 metri di dislivello) porta al Rifugio San Bernardo (1620 m), posizionato in una conca panoramica con vista mozzafiato. La salita attraversa boschi magnifici di faggi e conifere, con tratti più ripidi che richiedono un minimo di allenamento ma restano alla portata di escursionisti con esperienza media. L’arrivo al rifugio (aperto nei weekend invernali, verificare prima) è gratificante: la possibilità di rifocillarsi con polenta, formaggi locali, salumi e vino caldo rende l’esperienza completa. Il ritorno sullo stesso percorso, in discesa, è più veloce e permette di apprezzare i panorami da angolazioni diverse. Questo itinerario richiede circa 6-7 ore totali considerando le soste, quindi va affrontato con giornata completa a disposizione.

  1. Giro del Monte Marca – Difficoltà: facile/media – Durata: 2,5 ore

Punto di partenza: Bielmonte o località Troncone. Questo percorso ad anello di circa 6 km circumnaviga il Monte Marca attraverso boschi e radure. Il dislivello è contenuto (circa 200 metri) ma distribuito in modo vario, con alcuni saliscendi che rendono l’escursione più dinamica e interessante rispetto a percorsi piatti. È adatto a chi ha già fatto qualche ciaspolata e vuole qualcosa di più stimolante senza essere troppo impegnativo. Il bosco di faggi che si attraversa nella parte centrale del percorso è particolarmente suggestivo con la neve: i tronchi argentei dei faggi contrastano con il bianco della neve e il verde scuro delle conifere. Possibilità di avvistare tracce di animali selvatici (caprioli, volpi, lepri, occasionalmente camosci).

  1. Santuario della Brughiera – Difficoltà: media – Durata: 4 ore

Punto di partenza: frazione Pratrivero di Trivero. Questo itinerario più impegnativo (8 km andata e ritorno, 500 metri di dislivello) porta al Santuario della Brughiera (1308 m), un piccolo edificio religioso immerso nei boschi che in inverno appare ancora più magico e isolato. La salita è costante ma mai eccessivamente ripida, si snoda attraverso boschi misti con tratti di foresta fitta alternati a radure aperte. Richiede buon allenamento e alcune ore di tempo, ma la bellezza del percorso e la soddisfazione di raggiungere la meta ripagano ampiamente la fatica. Il santuario, spesso chiuso in inverno, è comunque suggestivo dall’esterno, circondato dal silenzio del bosco innevato. Questo percorso è consigliato per escursionisti con esperienza che vogliono una mezza giornata di attività più intensa.

Consigli pratici per ciaspolare in sicurezza e con piacere

Per godere appieno delle escursioni invernali nell’Oasi Zegna è fondamentale seguire alcune regole di buon senso e sicurezza. Prima di tutto, l’abbigliamento a strati è essenziale: un primo strato tecnico traspirante a contatto con la pelle, uno strato intermedio isolante (pile o softshell), uno strato esterno impermeabile e antivento (giacca da montagna). Con l’attività fisica si produce calore e si suda anche a temperature sotto zero, quindi servono capi che allontanino l’umidità evitando di bagnarsi e raffreddarsi pericolosamente. Pantaloni da trekking invernali (o pantaloni tecnici con ghette), scarponi da montagna impermeabili con suola adatta alla neve, calze tecniche in lana merino o materiali sintetici (mai cotone che trattiene umidità).

Le ciaspole si possono noleggiare nei negozi sportivi di Biella e nelle località montane dell’Oasi Zegna a costi contenuti (15-20 euro al giorno). Per chi vuole acquistarle, una coppia di ciaspole di buona qualità costa 80-150 euro. I bastoncini da trekking sono fortemente consigliati: aiutano l’equilibrio, riducono lo sforzo sulle gambe, coinvolgono anche la parte superiore del corpo rendendo l’esercizio più completo. Si usano bastoncini telescopici regolabili, allungati rispetto alla camminata estiva per compensare lo sprofondamento nella neve.

La sicurezza richiede alcune attenzioni fondamentali. Controllare sempre le previsioni meteo prima di partire e rinunciare se sono previste nevicate intense, vento forte, nebbia. Anche una ciaspolata facile può diventare pericolosa con visibilità nulla. Informarsi sulle condizioni della neve e sul rischio valanghe consultando i bollettini nivometeorologici (disponibili sui siti ARPA Piemonte e CAI). I percorsi proposti sono generalmente sicuri, ma in presenza di nevicate abbondanti anche sentieri normalmente tranquilli possono presentare rischi. Mai andare da soli, sempre almeno in due meglio in gruppo. Informare qualcuno del proprio itinerario e orario previsto di rientro. Partire presto per avere molte ore di luce (in inverno tramonta presto). Rispettare i propri limiti: meglio rinunciare o tornare indietro che trovarsi in difficoltà lontano dal punto di partenza.

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