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Un’azienda biellese su due ricorrerà alla cassa integrazione

Le previsioni negative degli imprenditori locali

Nel 2018 gli industriali biellesi erano pessimisti. Nel 2019 lo sono ancora di più, anzi sono i più pessimisti a livello regionale. La parola “recessione” non viene presa in considerazione ma la fiducia sull’andamento economico rimane a livelli bassi. La conferma arriva dall’Indagine congiunturale del 3° trimestre 2019 di Confindustria Piemonte.

Secondo i dati resi noti a Torino nella giornata di giovedì, a livello territoriale le differenze sono ampie. Da un lato, a Cuneo, Alessandria, Novara e nel Canavese la maggioranza delle imprese esprime valutazioni favorevoli. Diverso il clima di fiducia prevalente a Torino, Vercelli, Verbania e Biella, alle prese con condizioni di mercato più problematiche.

Per quanto riguarda il nostro territorio in particolare l’indagine rileva che «si accentua la crisi a Biella, dove il saldo ottimisti-pessimisti, è negativo da un anno (-14,8 per cento)». A farci compagnia in fondo alla classifica c’è anche Verbania (- 14,3 per cento) poi le province di Vercelli e Torino che pur se negative sono in rialzo rispetto al 2018. Il top – positivo – è rappresentato dal nostro vicino occidentale, ovvero Ivrea e Canavese dove la fiducia tra gli imprenditori locali è addirittura salita del 32 per cento.

Oltre al dato preoccupante sulla fiducia, più drammatico è quello relativo al 44 per cento di imprenditori biellesi (quasi uno su due) intervistati che ipotizza il ricorso alla Cig, la Cassa integrazione guadagni. Il dato è ovviamente la cartina tornasole della crisi del settore tessile-abbigliamento.

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