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Cronaca

Si ammala di tumore cranico per l’uso del cellulare, l’Inail condannata a pagare

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E’ stato riconosciuto un legame causale tra tumore cranico e utilizzo di telefono cellulare. E’ quanto emerso dalla sentenza emessa dal giudice Luca Fadda, del Tribunale di Ivrea, lo scorso 11 aprile.

E’ stato riconosciuto un legame causale tra tumore cranico e utilizzo di telefono cellulare. E’ quanto emerso dalla sentenza emessa dal giudice Luca Fadda, del Tribunale di Ivrea, lo scorso 11 aprile.

Roberto Romeo, 57enne di Leinì, ha infatti avviato una causa verso un’imporante azienda italiana, dopo essergli stato diagnosticato un neurinoma dell’acustico, tumore benigno ma invalidante, provocato dall’utilizzo del telefono celluare dalle 3 alle 4 ore al giorno. Il Tribunale ha condannato l’Inail a corrispondere al lavoratore la rendita vitalizia da malattia professionale. “Per la prima volta – commentano i legali dello studio Ambrosio e Commodo, Stefano Bertone e Renato Ambrosio – la giustizia italiana riconosce la piena plausibilità dell’effetto oncogeno delle onde elettromagnetiche dei cellulari”.

“Ad ogni ora di conversazione al telefono cellulare – spiegano gli avvocati – uomini, donne e bambini sono esposti a un crescente rischio di sviluppare tumori alla testa. Simili episodi e la recente sentenza del Tribunale di Ivrea confermano che questi casi esistono”.

Già nel 2011, la Iarc aveva catalogato le radiazioni emessa dai cellulari come agente possibile cancerogeno. Anni fa, lo studio legale torinese Ambrosio e Commodo, esperti in risarcimento del danno, avavano già intentato una causa che è rimasta giacente al Tar, per imporre al ministero una campagna di informazione sui rischi legati al cellulare. Inoltre, in collaborazione con l’associazione Apple, hanno lanciato una piattaforma (neurinomi.info) dedicata a coloro che sono o sono stati affetti da neurinoma e hanno fatto uso consistente di telefono cellulare, oltre a dare informazioni sull’uso dei cellulari.

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