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Cronaca

“Mio figlio preso in giro dalla pediatra perchè troppo grasso”

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“Preso in giro per il suo peso, mio figlio è uscito dalla Pediatria con le lacrime agli occhi”. Una mamma biellese ha voluto segnalarci un episodio “molto sgradevole” avvenuto ieri mattina all’ospedale Degli Infermi, nel Pronto del reparto pediatrico.

“Preso in giro per il suo peso, mio figlio è uscito dalla Pediatria con le lacrime agli occhi”. Una mamma biellese ha voluto segnalarci un episodio “molto sgradevole” avvenuto ieri mattina all’ospedale Degli Infermi, nel Pronto del reparto pediatrico.
“Porto mio figlio di 10 anni in ospedale – racconta -. Stamattina stava poco bene, respirava a fatica, raucedine e tosse. Aspettiamo il tempo necessario per la visita, ci chiamano, entriamo”.
Qui a detta della donna ci sarebbero state le prime frizioni con il personale: “La dottoressa inizia a visitarlo, dicendo che non era tutta questa urgenza portarlo in ospedale. Va bene, come faccio io, da mamma, che vedo mio figlio che sta male, a non fare nulla visto che il medico di base era disponibile per le 17?”.
Poi inizia la visita: “Chiede al bambino  di sollevare la maglietta – prosegue la madre del protagonista -. Inizia poi a dirgli che è davvero sovrappeso, che se non fosse dimagrito adesso, da grande sarebbe morto prima”.
Parole che a detta della donna non hanno lasciato indifferente il bambino: “Mio figlio mi ha guardato con gli occhi sgranati”. Il bambino poi è stato pesato: “La dottoressa gli ha chiesto di salire sopra alla bilancia. E la sua stupida e ignorante battuta, a un bambino di 10 anni, qual è stata? Non sfondare la bilancia, eh!”.
Una battuta che secondo la madre è stata fuori luogo  e ha fatto stare male il figlio. La donna non contesta tanto l’obiettivo (convincerlo della necessità di dimagrire), quanto i modi: “Mio figlio aveva le lacrime agli occhi, umiliato e demoralizzato – conclude -. Ci sono vari modi per dire le cose, specialmente a un bambino che da anni soffre per prese in giro di ogni tipo. L’educazione prima di tutto, il rispetto. Non credo di chiedere troppo”.

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