BiellaCronaca
Disordini in carcere: agente aggredito e detenuti che rifiutano di rientrare nelle celle
Tre episodi in poche ore a Biella. L’Osapp: “Situazione che non può più essere tollerata”
Nella giornata di sabato 7 novembre si sarebbero verificati tre episodi di tensione nel carcere di Biella: un agente è stato aggredito da un detenuto, un altro recluso è riuscito a sottrarre le chiavi di una sezione e un gruppo di detenuti si è rifiutato di rientrare nelle celle. Gli episodi, denunciati dall’Osapp, hanno provocato disagi nella gestione dell’istituto. Il sindacato ha chiesto un intervento urgente del Ministero della Giustizia.
«Siamo di fronte a una situazione che non può più essere tollerata. Quanto accaduto a Biella rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme gravissimo: un agente aggredito e profondamente scosso dall’accaduto, un detenuto che riesce a sottrarre le chiavi a un poliziotto e a prendere di fatto il controllo di un reparto, gruppi di detenuti che si rifiutano di rientrare nelle celle. Non siamo più di fronte a singoli episodi di disordine, ma a una crisi del sistema di sicurezza che si manifesta ormai quasi quotidianamente e che richiede precise assunzioni di responsabilità e interventi immediati. La polizia penitenziaria è lasciata a fronteggiare situazioni sempre più difficili, in condizioni di crescente pressione e con conseguenze pesantissime sul piano psicofisico. Non è accettabile che gli agenti debbano continuare a lavorare in un contesto nel quale la loro incolumità e il controllo dell’intero istituto risultano esposti a rischi sempre maggiori».
È quanto dichiara Leo Beneduci, Segretario Generale dell’Osapp, che prosegue: «Chiediamo al ministero della Giustizia e ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria un’ispezione ministeriale immediata presso la Casa Circondariale di Biella, affinché venga fatta piena luce su quanto sta accadendo, siano accertate le eventuali responsabilità e vengano individuate le necessarie misure correttive. Riteniamo inoltre indispensabile un immediato avvicendamento dei vertici dell’istituto. Non si può continuare a sottovalutare una situazione che, alla luce degli ultimi episodi, appare ormai fuori controllo. Ci chiediamo fino a quando l’Amministrazione penitenziaria centrale intenda rimanere inerte di fronte a fatti di questa gravità. Basta immobilismo. La sicurezza degli agenti, dei detenuti e dell’intero istituto non può più attendere. Prima che accada qualcosa di irreparabile, qualcuno intervenga».
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