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Uccise l’amico con un punteruolo, condannato a 21 anni e 4 mesi

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BIELLA – Ventuno anni e quattro mesi di reclusione. E’ questa la pena inflitta in primo grado ad Alberto Diatto, l’ex infermiere del reparto di Psichiatria di Biella accusato di omicidio.

Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza della Corte d’Assise di Ivrea, che condannato il 61enne per aver ucciso l’amico Roberto Moschini, ex pescivendolo di 57 anni, nella notte tra il 19 e 20 luglio del 2019 a Vistrorio, piccolo comune del Canavese.
Il verdetto della corte, presieduta dal giudice Vincenzo Bevilacqua (a latere Anna Mascolo) e composta da sei giudici popolari, è arrivato dopo quasi quattro ore di camera di consiglio ed è stato letto mercoledì.

Diatto, difeso dagli avvocati Giampaolo Zancan e Silvia Alvares, è stato dunque dichiarato colpevole, ma la pena si è rivelata più mite rispetto a quella chiesta dal pubblico ministero Daniele Iavarone, che avrebbe voluto l’ergastolo per via della premeditazione. Un’aggravante riconosciuta dalla Corte, che però ha anche concesso le attenuanti generiche equivalenti.

Per quanto infine riguarda le parti civili – la sorella e il nipote della vittima, Patrizia e Dario Vigna, assistiti dall’avvocato Paola Campanale – è stata riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila e 15mila euro.

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