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Povertà, sono 4mila i biellesi in condizioni di indigenza

Sabato la manifestazione per lottare contro la povertà estrema. Anche la Caritas Diocesana di Biella ha aderito come le altre del Piemonte e della Valle D'Aosta all'iniziativa nata per sensibilizzare l'opinione pubblica e di conseguenza il governo.

Sabato la manifestazione per lottare contro la povertà estrema. Anche la Caritas Diocesana di Biella ha aderito come le altre del Piemonte e della Valle D’Aosta all’iniziativa nata per sensibilizzare l’opinione pubblica e di conseguenza il governo.

Sabato la manifestazione per lottare contro la povertà estrema. Anche la Caritas Diocesana di Biella ha aderito come le altre del Piemonte e della Valle D’Aosta all’iniziativa nata per sensibilizzare l’opinione pubblica e di conseguenza il governo.

 

L’incontro si è svolto alle 11.30 in via Italia, davanti alla chiesa Trinità. Presente il vescovo Gabriele Mana che successivamente ha pranzato alla Mensa dei Poveri, accompagnato da don Giovanni Perini, il direttore della Caritas di Biella.

 

Don Perini fornisce un quadro sulla povertà a tratti desolante: «La situazione non è di molto cambiata rispetto al recente passato, sono tantissime le famiglie che si rivolgono a noi per la mensa, le case, gli empori e le bollette da pagare. Non dimentichiamo che sono quattromila i biellesi che si trovano in stato di indigenza. Con questa iniziativa vogliamo spingere il governo ad attivare il reddito minimo di inserimento sociale per coloro che si trovano sotto la soglia della povertà assoluta. Questo li solleverebbe dalle difficoltà e dal trovarsi in situazioni umilianti».

 

Durante l’incontro è stato distribuito materiale informativo sul “reddito minimo di inserimento sociale”. «Questa soluzione – spiega don Perini – sarebbe risolutiva soprattutto per quelle persone che hanno perso il lavoro e che avendo 50 anni o oltre non riuscirebbero a reinserirsi se anche la situazione economica generale migliorasse. Si tratta di persone sole e che magari non sanno a chi chiedere aiuto, ma spesso hanno anche una famiglia da mantenere».

 

Maria Adelaide Picci