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Polemiche e discussioni? Per la targa di Augusto bastava un… pennarello

Sara Novaretti ha ripassato le lettere. La scritta stava sparendo, da mesi s’invocavano interventi inutilmente

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Polemiche e discussioni? Per la targa di Augusto bastava un... pennarello

Polemiche e discussioni? Per la targa di Augusto bastava un… pennarello.

Polemiche e discussioni? Per la targa di Augusto bastava un… pennarello

Quando la manutenzione e la politica tardano ad arrivare, c’è chi aspetta, chi si indigna e chi si sfoga sui social. E poi c’è chi si alza dal divano e va a prendere un pennarello. Come ha fatto Sara Novaretti, consigliera comunale del gruppo “Biella c’è”, che con un pennarello indelebile nero ha fatto in cinque minuti quello che la politica locale non riusciva a fare da mesi: restituire dignità alla targa dedicata ad Augusto Festa Bianchet, ridare voce al barbone picchiato a morte 24 anni fa.

Stanca di interrogazioni e polemiche sulla targa ormai sbiadita e in parte resa illeggibile dal tempo, ha deciso di intervenire e andare a ripassare le lettere una ad una.
«Durante lo scorso consiglio comunale – racconta -, dato che eravamo a ridosso dell’anniversario del pestaggio, ho preso la parola per ricordare Augusto. Il giorno dopo sono andata a fare un giro sotto i portici per vedere la targa di persona, dato che sapevo che non era in ottime condizioni… ed effettivamente ho visto che la scritta era ormai mezza cancellata. Siccome le lettere sono incise, scavate, ho pensato che non sarebbe stato complicato renderle di nuovo leggibili».

Così il 18 marzo, giorno dell’anniversario della morte di Augusto, deceduto in ospedale dopo quasi un mese d’agonia, Novaretti si è resa protagonista di un gesto che nel 2026 appare quasi rivoluzionario: ha usato le mani non per scrivere un post su Facebook o un tweet su X, ma per fare qualcosa. E nel farlo ha perfino trovato dei complici sconosciuti e inattesi.

Quando è arrivata sotto i portici, dopo aver acquistato in ferramenta il pennarello simbolo della “rivolta”, si è infatti resa conto di un ostacolo insormontabile: la targa era posizionata troppo in alto e lei non ci arrivava. Così ha cercato aiuto.
«Sono entrata nel ristorante kebab e ho chiesto una sedia – racconta sorridendo -, ma credo che non abbiano ben capito cosa volessi fare e mi hanno risposto che avevano solo sgabelli. Magari mi hanno preso per matta».
A quel punto è passata al negozio successivo, Sapori e Colori, dove ad accoglierla ha trovato una signora africana.
«È stata molto carina – sottolinea -. Quando le ho spiegato la situazione, mi ha detto di aspettare, perché non si fidava a lasciarmi salire su una sedia, secondo lei sarei stata troppo instabile. Così è andata a recuperare una cassetta molto rigida, che sarebbe stata più sicura».
Raggiunto l’obiettivo, Novaretti si è messa al lavoro, attirando subito l’attenzione di una coppia di pensionati, che si sono fermati a osservare la scena: «Quando mi sono accorta di questi due signori, marito e moglie biellesissimi, gli ho chiesto se si ricordassero di Augusto. “Altroché se ce lo ricordiamo… Brava che fai questa cosa”, hanno risposto loro».

Intanto il pubblico aumentava. Alla donna africana e alla coppia biellese si è infatti aggiunto il signore del kebab, che nel frattempo aveva probabilmente realizzato cosa Novaretti stesse facendo.
“Potevi chiedere!” le ha detto. E poi si è messo a disposizione. Ma ormai il lavoro era finito. Così ha dato il proprio contributo facendosi passare il telefonino e scattando le fotografie poi pubblicate sui social dalla consigliera comunale.
«Alla fine è stata una cosa corale e a suo modo partecipata – conferma Novaretti, sempre sorridendo -. Un momento carino, un bel quadretto multiculturale. Quando fai qualcosa, le persone reagiscono positivamente e si crea sempre un bel clima».
Alla fine rimane un solo dubbio, tipico in questi casi: non è che alla fine, partendo con l’intento di combinare qualcosa di buono e di utile, alla fine si rischia pure di prendere qualche multa?
«In effetti per un attimo ci ho pensato anch’io – conclude la consigliera a questo proposito -, ma ho ben chiare le mie priorità. Quanto accaduto ad Augusto mi sembra ancora oggi una vicenda molto sentita dai biellesi, una ferita rimasta aperta. Sistemare la sua targa mi è parso un bel modo per omaggiarlo, oltretutto nel giorno dell’anniversario. E se dovessero farmi una multa… Francamente non me ne frega niente».

 

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