AttualitàBiella
“Grave non saper convivere con le regole basilari della dialettica democratica”
Continua lo scontro tra sindaco e quartieri. La presa di posizione di Marco Manfredi, presidente del rione Centro
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta al sindaco di Marco Manfredi, presidente del Quartiere Centro del Comune di Biella.
Ill.mo signor Sindaco,
leggo con stupore le dichiarazioni da Lei rese in relazione al giudizio di inammissibilità del quesito
referendario emesso ieri dalla Commissione a ciò preposta.
Non è questa la sede per approfondire le valutazioni espresse dalla Commissione, che personal-
mente non condivido ma di cui non posso che prendere atto, limitandomi a osservare che il quesito
riproduceva esattamente e compiutamente la proposta di riorganizzazione così come prospettata dalla Sua amministrazione, nella quale i due spostamenti del mercato da piazza Falcone ai Giardini e di quello di Piazza Martiri a Piazza Falcone sono stati indicati come inscindibilmente collegati.
Ritengo invece necessario da un lato correggere talune imprecisioni e, dall’altro lato, evidenziare
l’evidente inappropriatezza delle altre Sue affermazioni.
Innanzitutto, qualche considerazione sulle tempistiche: la prima notizia riportata dalla stampa circa
il Suo intendimento di spostare il mercato in centro senza alcuna ulteriore specificazione è datata, se
non erro, 28 dicembre 2025 (La Stampa), ma si è dovuto attendere la primavera successiva per sapere – sempre e solo attraverso gli organi di informazione – che la Sua Amministrazione aveva individuato la zona dei Giardini Zumaglini per trasferirvi il mercato di Piazza Falcone.
Il Consiglio di Quartiere che io presiedo ha atteso pazientemente – ve ne è prova nei verbali delle
nostre riunioni – che l’Amministrazione Comunale procedesse al deposito di un progetto organico
relativo all’intervento, corredato da tutte le necessarie valutazioni dell’impatto sulla viabilità, sui parcheggi, sugli aspetti ambientali legati all’inquinamento dell’aria e, infine, su un parco di rilevanza storica quale quello dei Giardini Zumaglini, in modo che fosse possibile esaminarlo e prendere una
posizione precisa, ma ciò non è fino a ora avvenuto, mentre Lei ha recentemente confermato che
intende attuare lo spostamento entro il mese di giugno del prossimo anno.
Tutto ciò senza minimamente coinvolgere i Consigli dei Quartieri interessati, in palese violazione
delle norme sulla partecipazione di questi organismi contenute nell’apposito Regolamento.
La decisione di alcuni Consigli di promuovere il referendum è maturata quindi dopo avere da una
parte dovuto constatare la persistente mancanza di un progetto esaustivo e dall’altra parte preso co-
scienza di una amplissima manifestazione di dissenso che Le è stata sottoposta in occasione del Con-
siglio Comunale in seduta aperta del 7 settembre scorso, ma che Lei ha mostrato di non voler tenere
in alcuna considerazione.
Così come, del resto, ha respinto in modo sprezzante le numerose proposte che i Consigli tutti Le
avevano sottoposto quali alternative al trasferimento del mercato, dichiarando che nessuna di esse
potesse competere con la Sua idea di rivitalizzare il centro, dimenticando che una cattiva idea non
cessa di esser tale anche in assenza di presunte valide alternative.
Come vede, quindi, l’avvio di una discussione seria non solo non è avvenuta un anno fa, ma in
realtà non è ancora neppure partita, non disponendo, quantomeno al momento del deposito del quesito, di alcuna documentazione progettuale precisa e completa.
In secondo luogo, e contrariamente a quanto da Lei argomentato, il Regolamento della Partecipa-
zione non prevede alcun termine di scadenza per la richiesta di referendum, indicando soltanto le due finestre temporali per la loro celebrazione (tra il 15 marzo e il 15 aprile per i quesiti ammessi entro il 15 novembre e tra il 15 ottobre e il 15 novembre per quelli ammessi dopo tale data): il mancato rispetto del termine del 15 novembre, quindi, non avrebbe avuto altro effetto se non quello di differire all’autunno dell’anno prossimo la celebrazione del referendum, senza alcuna ulteriore conseguenza.
Venendo al secondo ordine di rilievi, temo, purtroppo per Lei, che non si renda neppure conto
dell’enormità della Sua pretesa di sminuire il legittimo esercizio di un diritto espressamente previsto
da un Regolamento altrettanto legittimamente approvato e dunque avente piena cittadinanza nel corpus normativo comunale attualmente in vigore, riducendolo a iniziativa volta ad arrecare disturbo alla Sua Amministrazione e a costringere gli Uffici comunali a un lavoro straordinario.
Una tale affermazione dimostra non soltanto un evidente disprezzo per il ruolo che è stato asse-
gnato ai Consigli di Quartiere, nei cui confronti è ormai palese l’insofferenza Sua e della Sua Ammi-
nistrazione, ma è indice inequivocabile dell’incapacità di accettare il più elementare esercizio dei diritti democratici, laddove si pongano in dissenso con pensiero Suo e della maggioranza che la sostiene, e forse neppure tutta.
Le rammento, signor Sindaco, che Lei è il Sindaco di tutta la città e non soltanto della parte politica
che l’ha eletta e che Lei ha la precisa responsabilità di esercitare le Sue funzioni nel più ampio rispetto di tutti i cittadini, anche di coloro che abbiano un pensiero e una sensibilità diverse dalle Sue.
Da ultimo, è ben possibile che chi ha predisposto il quesito non abbia fatto buona applicazione
delle proprie competenze professionali, come Lei, con fine ironia, ha osservato; è ben più grave, però, che chi è chiamato a posizioni di così alta rilevanza nella politica cittadina non sappia convivere con le regole basilari della dialettica democratica.
I quesiti referendari possono essere emendati, corretti e riproposti, un certo modo di condurre la
politica no.
La saluto con la stima che Le è dovuta.
Avv. Marco Manfredi
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Bb
7 Novembre 2026 at 19:03
ricorrete al Tar o denunciate che non c e una delibera che si possa consultare ,tengono tutto nascosto. che interesse hanno a liberare piazza falcone ,quale uso vogliono farne? nessuno ha mai risposto