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Funivie Oropa, sempre più grave la crisi economica: «Aiuti immediati o c’è il rischio della liquidazione»

E’ questo il senso della lettera inviata dal presidente Gionata Pirali alle amministrazioni locali

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BIELLA – Allarme rosso per la Fondazione Funivie di Oropa. Nei giorni scorsi il presidente dell’ente Gionata Pirali ha inviato una lettera ai soci territoriali, prefigurando una situazione pesantissima sul piano economico che rischia di bloccare l’attività presente e futura. Nel testo viene chiesto esplicitamente un intervento urgente per risanare un quadro preoccupante dal punto di vista finanziario.

La missiva è stata inviata al Comune di Biella, la Provincia di Biella, la Regione Piemonte, la Camera di Commercio, l’amministrazione del santuario di Oropa e la Fondazione Cassa di Risparmio. La data in cui è stata spedita è il 6 maggio. Inequivocabili i passaggi del documento, che non lasciano molto spazio all’ottimismo: «La verifica della situazione economico finanziaria da ultimo effettuata e il concomitante avvio di azioni giudiziarie da parte di alcuni creditori rendono improcrastinabile un intervento economico atto a garantire la sostenibilità delle spese correnti della Fondazione Funivie Oropa e a fare fronte ai debiti pregressi, quand’anche attraverso piani di rientro concordati».

E ancora, si legge: «Anche se l’operatività dell’esercizio 2020 ha consentito la riduzione dell’indebitamento pregresso, la fase attuale di stallo dipendente sia dal protrarsi della situazione epidemiologica, sia dall’incertezza assoluta in merito all’effettività dei finanziamenti per la revisione degli impianti, induce a non avere le opportune certezze in merito alla continuità della “vita” della Fondazione Funivie Oropa». Più chiaro di così.

Nel documento del presidente vengono anche elencate una serie di cifre che danno l’idea dell’emergenza in atto, ovviamente legata pure ai lunghi periodi di stop dell’attività per via del Covid-19. «In concreto, posto che le spese correnti ammontano a circa 9.625 euro mensili e che i debiti scaduti in sola sorte capitale ammontano a oggi a 95 mila circa – c’è scritto nella lettera inviata – e aggiungendo a ciò la previsione di corresponsione di TFR di 77.000 mila circa si rende necessario un immediato apporto di liquidità da parte degli enti fondatori della Fondazione, in assenza del quale l’attuale consiglio di amministrazione dovrà necessariamente deliberare l’avvio della procedura concorsuale di liquidazione”.

I problemi insomma sono soprattutto legati al passato. Lo specifica il testo della lettera inviata nei giorni scorsi: «Pare opportuno specificare che nel caso in cui vi sia la possibilità di riprendere l’attività della funivia dal mese di giugno 2021, le spese ricorrenti saranno coperte dalla gestione caratteristica della Fondazione. In tale opzione, eventualmente, resteranno comunque ancora da gestire i debiti pregressi riportati precedentemente pari ad 172 mila euro relativi ai debiti scaduti e TFR maturato».

Paolo La Bua

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