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Ecco perché Aias di Biella non parteciperà agli eventi del Concertozzo

La lettera-sfogo di Claudia Sella, presidente dell’associazione

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Claudia Sella

Claudia Sella, presidente Aias di Biella e del Biellese nonché consigliera nazionale Unicef Italia, spiega in una lettera perché Aias non parteciperà al Concertozzo.

Premesso che:

il Comune di Biella, Il Sindaco Marzio Olivero e l’Assessora Isabella Scaramuzzi si sono sempre comportati in maniera sensibile e attenta verso ogni tipo di fragilità e bisogno. Elio e le storie tese con Nico Acampora spendono ogni energia a favore di persone con disabilità, in particolare con autismo, per promuovere l’inclusione vera e il rispetto dei loro diritti.

Mi ritrovo a dover raccontare la mia esperienza in merito al Concertozzo.
L’assessora Scaramuzzi, alcuni mesi fa, mi avvisa che verrò contattata dalla società che organizza il Concertozzo, per gli spazi in piazza Duomo e gli eventi collegati a tale concerto, al che la avviso di farmi contattare o su WhatsApp o su mail, in quanto sono affetta da grave ipoacusia bilaterale e non posso parlare al telefono.

Ai primi di maggio, non avendo ricevuto alcun messaggio, avverto l’Assessora che mi invia il numero del Sig. Totò della società IMARTS incaricato di relazionarsi con le Associazioni disabili del territorio.

Al che scrivo immediatamente su WhatsApp al sig. Totò per avere delucidazioni sul come non fossi stata contattata in qualità di Presidente di A.I.A.S. di Biella e del Biellese (associazione che accoglie circa 35 persone con disabilità).

Dopo una settimana, non avendo ricevuto risposta, lo richiamo con il supporto di un amico al quale viene risposto, dal suddetto signore, in maniera piuttosto brusca, che non ha tempo, che è in giro e che però mi avrebbe scritto.
Stessa risposta, sempre molto brusca, ad un collega di un’altra associazione che ha chiamato per aiutarmi.
A tutt’oggi (20 giugno 2026) non ho ricevuto nulla, se non il gentilissimo invito al concerto per me e mio figlio dall’Assessore Scaramuzzi.

Scrivo tutto questo non tanto per me, ma perché simili comportamenti non si ripetano verso altri con disabilità che si ritroverebbero a scontrarsi con una realtà tutt’altro che inclusiva e di integrazione.

La disabilità non è solo la carrozzina (senza togliere nulla a chi si ritrova in tale condizione, anzi!).

La mia grave sordità non mi ha impedito (ho 74 anni) di studiare, di laurearmi e avere una vita “normale” con figli e nipoti, di lavorare e confesso di non aver mai dovuto subire tanta umiliazione e rabbia per come siamo ancora nel medioevo riguardo il rispetto verso la disabilità, di qualunque genere.

dott.ssa Claudia Sella
Presidente A.I.A.S. di Biella e del Biellese
Consigliera nazionale UNICEF Italia

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